La condotta sottomarina del depuratore Gennarini continua a scaricare liquami fognari a 460 metri dagli stabilimenti balneari di Taranto. Asl e Arpa insieme al Comune di Taranto sono le istituzioni chiamate a dare risposte ad un allarme che si ripete a sei anni di distanza dalla prima denuncia.
Il depuratore Gennarini fu sottoposto a sequestro probatorio dai militari della Capitaneria di Porto il 20 gennaio del 2005. Il decreto esecutivo, che portava la firma dell’allora procuratore aggiunto Franco Sebastio e dei pubblici ministeri Filomena Di Tursi e Antonella Montanaro, riguardava tutte le strutture, compresi l’impianto di sollevamento costiero per lo scarico dei reflui e il manufatto in cemento armato destinato allo scarico diretto sulla battigia.
L’inchiesta fu avviata in seguito a una denuncia presentata dall’ex consigliere comunale Nello De Gregorio. Dal vecchio scarico a mare, parallelo alla condotta sottomarina, non sarebbero fuoriuscite acque perfettamente depurate a norma di legge.