Si legge sul sito del Comune di Bologna che "Bologna è stata dichiarata dall'Unesco Città creativa della musica, prima in Italia e secondo in Europa dopo Siviglia. La città vanta una ricca tradizione musicale in continua evoluzione e un serio impegno a promuovere la musica come mezzo di sviluppo economico e di inclusione sociale e culturale. Purtroppo nel sito manca qualsiasi riferimento alla musica bandistica.
CHE SENSO HA ESSERE UNA CITTA' DELLA MUSICA SENZA LA BANDA?
Bologna ha diverse bande, (la Banda G. Rossini, il Corpo Bandistico G. Puccini - DLF Bologna, la banda Roncati, la Reno Galliera Symphonic Band e anche jazz band come il Roveri Jazz Band) ma in verità non ha nessuna perché sopravvivono solo grazie all'impegno dei singoli, senza alcun appoggio finanziario o logistico da parte della città. A differenza di molti comuni limitrofi (ad esempio Monzuno, Imola, Minerbio, Medicina, Castel San Pietro e tanti altri), Bologna non ha né una scuola bandistica che possa garantire la formazione della nuova generazione di bandisti, né una sede permanente per le bande, che non possono quindi permettersi di dare alla città di Bologna tutto ciò che meriterebbe, dal punto di vista musicale e sociale, specialmente nell'ambito della formazione dei giovani. La Banda Puccini, ad esempio, ha in archivio più di 700 titoli di partiture e blocco parti attualmente conservati in una cantina umida, dove rischiano di rovinarsi, quando potrebbero essere condivisi con altre bande, anche a livello regionale.
La dotazione di strumenti della Banda Puccini (molti dei quali donati alla banda dal suo benefattore, il compianto Presidente Franco Busi), comprende tre gran casse, quattro timpani, due batterie, tutta la gamma di strumenti del settore percussione, basso tuba, bombardino, 5 flicorni, 2 flauti, sax baritono, sax soprano, due sax bassi, una collezione storica di ocarine e una quarantina di leggi da concerto. Attualmente tutti questi strumenti sono dispersi in case private, cantine, garage e persino fienili.
In campagna elettorale, Virginio Merola si è espresso pubblicamente in favore delle bande e si è impegnato a fare il possibile perché Bologna abbia un suo corpo bandistico.
CHIEDIAMO QUINDI AL SINDACO VIRGINIA MEROLA E AL COMUNE DI BOLOGNA DI CREARE ALMENO UNA SEDE BANDISTICA E DI TROVARE UNA CASA PERMANENTE PER IL NOSTRO PATRIMONIO.