Per gli eletti, per la prima volta con questa legislatura, bastano 5 anni di contributi, ma c’è anche chi riceve il vitalizio essendo stato in Parlamento soltanto pochi giorni.
Lo squilibrio è evidente, eppure nessuno invoca nuove norme per riportare i conti ad una situazione sostenibile. Né scaloni, né scalini, né revisione dei coefficienti, né modifiche ai requisiti. Sono le pensioni dei nostri parlamentari, ricche e generose a spese di tutti i cittadini.
A guardare i bilanci di Camera e Senato vengono i brividi. Nello scorso anno abbiamo speso per le pensioni dei deputati 138,2 milioni di euro. Per quelle dei senatori 81,2 milioni di euro. I contributi versati sono stati 11 milioni e 835 mila per i deputati, 6 milioni e 100 mila per palazzo Madama. Un buco di 126 milioni di euro nel primo caso e 75 milioni nel secondo.