Al Sindaco di Foggia Gianni Mongelli
Alle forze politiche democratiche di Foggia
Alle associazioni
Ai cittadini
Siamo tutti a conoscenza dell’incresciosa vicenda del comune di Ponteranica in provincia di Bergamo.
Il sindaco leghista rimuove l’intitolazione della Biblioteca Comunale a Peppino Impastato il giovane siciliano ucciso nel 1978 dalla mafia.
La giunta decide di dedicare quella targa a Padre Giancarlo Baggi, se non fosse per la decisione della prefettura che non ha concesso la deroga alla legge che vieta di dedicare un edificio alle persone scomparse da meno di dieci anni.
Peppino Impastato, eroe e martire, simbolo per eccellenza della lotta alla mafia, un esempio per i giovani, per la comunità, doveva essere questo il significato di quella targa, la riflessione della società e di tutti quei giovani che entrando in quel luogo, in quella biblioteca si sarebbero dovuti fermare a leggere quel nome, quella storia, rendere onore e attenzione.
Viviamo in una città, quale Foggia, spesso agli onori della cronaca per vicende legate alla criminalità e alla mafia. Le nostre vittime, le nostre vicende silenziose legate alla faida e alla Sacra Corona Unita, non sono famose come quelle di Casal di principe, Castel Volturno, Casapesenna e tutta la provincia casertana, ma ci sono, avvengono e non possono essere ignorate.
Non possiamo ignorare i guadagni della mafia in Puglia tramite il traffico di armi, estorsioni, prostituzione, droga, non possiamo ignorare il degrado e le scene alle quali siamo costretti ad assistere, notizie di cui siamo obbligati a leggere.
La sensibilizzazione deve essere un processo primario e urgente in questa città, soprattutto facendo leva sui giovani, poiché è ai giovani che si deve insegnare la “legalità”. Onorare gli eroi dell’antimafia, ricordarli, scrivere e parlare di loro.
Peppino Impastato, merita non una, ma dieci targhe. La sua vita interamente a servizio della denuncia dei sistemi criminali, infangato anche da morto, giustiziato e fatto credere un suicida, questa è una vita esemplare.
Per questo chiediamo al sindaco di Foggia Gianni Mongelli, alle forze politiche e democratiche, ai partiti, alle associazioni, ai cittadini, ai giovani, di intitolare anche nella nostra città una via, una piazza, un luogo a Peppino Impastato, per riscoprirci attenti e sensibili, per far sì che la lotta alla mafia, sia un esempio e un valore di tutte quelle persone che passando di lì leggeranno il nome di Peppino Impastato.
Invito tutti i cittadini sensibili e attenti ad aderire a questa iniziativa, firmando questa lettera aperta.
Il cantiere della sinistra di Foggia