Applicazione anche in Emilia Romagna del reddito minimo garantito.
Al Presidente della Regione Emilia Romagna
Vasco Errani
Alla Giunta Regionale
Ai Sig.ri Consiglieri Regionali
Oggetto; applicazione anche in Emilia Romagna del reddito minimo garantito.
Chiediamo alla Regione Emilia Romagna, che ne ha competenza e spettanza, di attivarsi come è già accaduto per la Provincia autonoma di Bolzano e per quella di Trento, la Regione Valle d’Aosta, Campania, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Lazio, per rendere il reddito minimo garantito una realtà anche nella nostra regione.
La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea è diventata, col Trattato di Lisbona, vincolante per ogni Stato dell’Unione.
L’articolo 34 della Carta impone di “garantire un’esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongono di risorse sufficienti”.
I governi europei, contro il volere del Parlamento Europeo, garantiscono le banche ma si rifiutano di dotare l’Unione Europea delle risorse necessarie per politiche sociali.
Lo Stato italiano oggi limita il suo impegno a finanziare i cosiddetti ammortizzatori sociali.
L’Italia è l’unico paese, insieme alla Grecia, che resta inadempiente di fronte alla raccomandazione CEE del 1992 e non prevede forme di reddito di cittadinanza garantito.
Considerato che la Regione Emilia Romagna ha competenza e completa autonomia decisionale, richiede di legiferare ed istituire come già avviene in altre regioni italiane un reddito minimo garantito per tutti i residenti che vivono con un reddito inferiore alla soglia di povertà.
Democrazia Atea