ASSOCIAZIONI - BENE COMUNE
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Contro alcune disposizioni degli ultimi Governi italiani che hanno ostacolato le attività delle ASSOCIAZIONI, chiediamo alle forze politiche progressiste di assumersi l'impegno a considerare la valorizzazione del patrimonio delle ASSOCIAZIONI, contribuendo alla loro attività. Chiediamo in particolare:
L’IMMEDIATA ELIMINAZIONE DAL REDDITOMETRO delle DONAZIONI a onlus - il che comporta che donazioni per scopi culturali e sociali da parte di una azienza o persona benestante, la sottopone al rischio di essere sottoposto a indagine fiscale. PAGABILITÀ IMMEDIATA (con tempi tecnici minimi) - dietro presentazione di fatture o altri documeti fiscali - di tutti CONTRIBUTI assegnati per attività culturali - ma anche sociali - ad associazioni no-profit. Per tutti i progetti che prevedano una compartecipazione economica da parte di associazioni - a livello locale, nazionale o europeo - deve esistere la POSSIBILITÀ DI CONTABILIZZARE quale contributo IL LAVORO DEI VOLONTANI, sia manuale, che intellettuale; in altre parole, un’associazione deve poter offrire quale compartecipazione il lavoro prestato gratuitamente dai suoi membri.In particolar modo, nei confronti della CULTURA, proponiamo:
L’EQUIPARAMENTO DELL’IVA al 4 % - come oggi per i libri - per tutti i CONSUMI CULTURALI, fra cui: CD, opere multimediali, film, musica stampata, fotografia... La massima DEDUCIBILITÀ DALLE IMPOSTE DELLE DONAZIONI ALLA CULTURA effettuate ad associazioni culturali no-profit e charities che supportano musei, fondazioni, associazioni musicali... Che IL BUDGET DEL MIBAC sia INNALZATO subito a una percentuale del gettito fiscale italiano pari alla media dei paesi europei.Gli ultimi anni hanno visto sorgere molti ostacoli all’attività delle Associazioni italiane.
La loro attività, la loro intraprendenza, il fare per crescere è stato spesso ostacolato. La loro libertà di agire è stata spesso limitata dalle restrizioni legislative, quasi ci fosse un disegno per eliminare una grande realtà partecipativa, sancita dalla Costituzione Repubblicana, artt. 18 e seguenti. Le associazioni svolgono compiti cui lo Stato non riuscirebbe mai a rispondere direttamente, o sarebbe costretto a impegnare costi molto superiori. Basti pensare alle Associazioni di volontariato che si occupano dell’assistenza ai malati, agli anziani, ai disabili; alle associazioni sportive che promuovono la quasi totalità dello sport amatoriale e giovanile; alle associazioni di promozione sociale, culturali, musicali che gestiscono musei, organizzano studi, convegni, pubblicazioni, stagioni concertistiche, alle associazioni che aiutano a integrare i cittadini giunti nel nostro paese da altre nazioni. La quasi totalità dei cori italiani sono di forma associativa; infine, hanno forma associativa anche le mille associazioni religiose che gravitano nel mondo parrocchiale.
Le realtà associative hanno contribuito, sin dalla nascita dello Stato Repubblicano, alla crescita e allo sviluppo di una coscienza civica e civile, oltreché a portar fuori il Paese da quel tunnel generato da un ventennio di dittatura e guerra.
In particolar modo, le associazioni hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo fondamentale per la valorizzazione del grande patrimonio culturale del nostro Paese, che deve divenire il volano strategico per un nuovo concetto di economia basata sul rispetto del territorio e la sostenibilità.
Questo patrimonio universalmente riconosciuto ci identifica in ogni parte del Globo ed è l’unica energia capace di attrarre investimenti.
L’Italia è famosa nel mondo per i suoi paesaggi, per l’arte, per la musica, per il cinema, il teatro, la danza, l’agrogastronomia, le attività ludico sportive.
Alla luce di quanto detto reclamiamo un modo di fare e promuovere la cultura diverso, in grado di generare la condivisione, la fruizione e la partecipazione dei cittadini.
Dalla convinzione che la Cultura, intesa in ogni suo ambito, sia una e unica materia prima dell’Italia, auspichiamo un progetto che faccia dialogare i diversi livelli istituzionali, che porti ad un vero dialogo tra Cittadini e Stato.
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