BERGAMO si è affacciata solo negli ultimi 10 anni al mondo del turismo e se non fosse stato per il traffico di passeggeri veicolato dal Nord Europa da Ryanair starebbe ancora a guardare. La città e i suoi cittadini si stanno dando da fare comunque con iniziative di buon livello, ma spesso si rema controcorrente. Si veda la faccenda delle carrozze in Città Alta. Appena partito il servizio cosiddetto “sperimentale” è insorto un mondo di animalisti da varie parti d’Italia, preoccupato per la salute fisica e psichica dei quadrupedi.
Poiché le ragioni addotte sono inconsistenti e le preoccupazioni espresse testimoniano solo un’interpretazione assurdamente umanizzata del ruolo degli animali resi domestici già in tempi antichi, poiché i cavalli hanno da sempre assecondato l’uomo nei suoi spostamenti sia montati direttamente sia trainando veicoli, poiché la prassi di percorrere le città storiche con un mezzo non inquinante, non rumoroso, perfettamente adeguato alla taglia delle vie storiche, gradevole e utile per apprezzare le architetture storiche col ritmo lento del passo dei quadrupedi, è stata introdotta parecchi decenni fa in varie città italiane ed europee e senza la virulenza delle polemiche che ha segnato l’iniziativa nella nostra città, si chiede che l’iniziativa sia sostenuta dall’Amministrazione e dai cittadini e dunque non venga interrotta. Nella speranza che la nevrosi che accompagna i tempi difficili in cui viviamo non ci renda tutti così ostili verso il nuovo, soprattutto se questo “nuovo” è già stato collaudato da altri prima dei bergamaschi. Vedi articolo uscito sul Corriere fiorentino in data 12 settembre 2012. (http://issuu.com/leading-edizioni/docs/vai_in_carrozza__corriere_fiorentino_12.09.12)