E' Giusto che un popolo che ha origini differenti dalle altre abbia il diritto di rivendicare la propria identità.Se i cittadini che vivono in una cittò si sentono privati della loro storia e denudati dei loro diritti è giusto che rivendichino una loro indipendenza.La Regione Emilia-Romagna vede soffrire il proprio popolo,gli emiliani rivendicano la loro terra e così fanno i romagnoli che non si sentono per nulla parenti con i cugini co-regionali.Le loro identità storiche sono differenti come i loro stili di vita.Così come Piacenza si sente provincia lombarda e non Emiliana.Lo stesso accade in Calabria dove i Reggini non si sentono Calabresi e dove dalla sponda opposta i Messinesi non si sentono Siciliani.Queste ultime due città in soffrono maggiormente poichè sono continuamente spogliate e abbandonate e denudate dai politici che le governano.Reggio Calabria si è vista privata del Capoluogo di Regione non ostante sia la Città più grande e Rappresentativa della regione stessa, grande quasi il doppio di Catanzaro attuale capoluogo.Messina continuamente è oramai abbandonata a se, la Regione Sicilia quasi non tiene conto della sua esistenza spartendo i beni a favore di Catania e Palermo. Reggio e Messina che sono le città che si affacciano sul Mediterraneo da poco sono insieme diventate Città Metropolitane, ed insieme vogliono costituire una nuova regione insieme con un unica provincia unita e formata dalle due città così come lo sono Forlì-Cesena(FC). La Regione Mediterranea a statuto speciale con Reggio e Messina unica provincia. La Regione Romagna con Provincie Forlì-Cesena,Rimini,Ravenna e delimitata dai vecchi confini romagnoli. Piacenza annessa alla Lombardia. Cio' non è un atto di secessione, ma il rispettare il volere di tanti per il bene di tutti.Cervare di vivere meglio con se stessi e con gl'altri.Una risistemazione delle Regioni potrebbe portare dello sviluppo di provincie sino ad ora sacrificate a fovore di altre. Si rimane pur sempre Italiani ma con una giustificata identità storico territoriale. La legge prevede che tutto cio' sia possibile. art. 132: Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse. Si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un'altra. Spiegazione: Dice che si può aggregare due o più regioni già esistenti per formare un'unica nuova regione o creare nuove regioni dalla divisione di un'unica già esistente regione.tutto questo attraverso una legge costituzionale (quindi deve essere modificata la Costituzione, ad esempio l'articolo 131, che dice quali sono le regioni) e l'iter legislativo prima che venga approvata è molto lungo: prima bisogna sentire i Consigli Regionali delle regioni interessate e poi la proposta deve essere approvata tramite referendum dalla maggioranza delle popolazioni interessate. I requisiti minimi per la creazione di nuove regioni sono un milione di abitanti, e i comuni (Consigli Comunali) che richiedono l'istituzione o la fusione devono rappresentare almeno un terzo della popolazione interessata.Dice anche che province e comuni possono essere staccati dalla regione di appartenenza e aggregati ad un'altra attraverso maggioranza del referendum della popolazione interessata e con una legge del Governo, dopo aver sentito i Consigli Regionali