Denuncia dei cittadini italiani e romani al sindaco Alemanno
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In base alla legge che definisce REATO l'apologia del fascismo, e non lo inserisce certo fra i reati d'opinione, invitiamo i cittadini che hanno ancora a cuore l'ordine democratico di questo Paese ad una raccolta di firme che veda come suo scopo le dimissioni del sindaco Gianni Alemanno per aver concesso spazio e visibilità ai gruppi neonazisti di estrema destra, non aver proferito parola di dissenso né prima né dopo, a Roma il giorno 10 Novembre 2012 che con saluti romani e bandiere ben connotate non facevano mistero di appartenere a gruppi che si ispirano al nazifascismo.
Citiamo in calce la legge e ricordiamo che il primo cittadino ha giurato sulla Costituzione che ancora si basa sui prinicipi antifascisti:
L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta Legge Scelba, che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche». E' vietato perciò la ricostruzione del PNF e del Partito dei Nazionalsocialisti (ovvero quello Nazista). Ogni tipo di apologia è denunciabile con un arresto dai 18 mesi a 4 anni. La "riorganizzazione del disciolto partito fascista", già oggetto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana, si intende riconosciuta (ai sensi dell'art. 1 della citata legge) «quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».La legge prevede sanzioni detentive per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici
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