Dignità e Cultura 09.03.2012

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Alla c.a. Presidente della Repubblica Italiana Giorgio NAPOLITANO Ministro per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo ORNAGHI Presidente della Regione Campania Stefano CALDORO Sindaco di Napoli Luigi DE MAGISTRIS Assessore alla Promozione Culturale della Regione Campania Caterina MIRAGLIA Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli Antonella DI NOCERA Procuratore regionale Corte dei Conti Tommaso COTTONE Direttore Generale per lo spettacolo dal vivo del MiBAC Salvatore NASTASI e p.c.c. Presidente della Commissione Europea J. Manuel BARROSO Presidente del Parlamento Europeo Martin SCHULZ Procura della Repubblica di Napoli Sindaci, Presidenti di Provincia e Consiglieri Regionali della Campania Chiediamo garanzie per l’uso legittimo dei Fondi Por-Fesr. Chiediamo la fine del monopolio della Fondazione Campania dei Festival. Chiediamo che gli amministratori pubblici rientrino nei confini delle loro competenze specifiche. Chiediamo la restituzione dei teatri pubblici della Campania alle buone pratiche e alla creatività dei suoi artisti/artigiani. Una Comunità veramente democratica deve affermare rapporti sani e trasparenti fra pubbliche amministrazioni e cittadini, e quindi tra istituzioni e mondo della cultura e dello spettacolo, nel rispetto delle leggi nazionali e dei trattati internazionali, adeguando costantemente la normativa verso il miglioramento della qualità della vita di tutti i cittadini. Il sistema Italia consolida invece, in particolare nel Meridione, un divario abissale fra principi e pratiche, legalità e quotidianità, diritti e accesso agli stessi, norme e comportamenti, attività legislative e diritto costituzionale, nello specifico, manifestando un legame di sudditanza della Cultura verso Potere. La Fondazione Campania dei Festival è un esempio eclatante di quest’anomalia europea: calata dall’alto dalle amministrazioni regionali degli ultimi dieci anni, ha reso le altre amministrazioni locali e gli organismi di controllo complici passivi di un sistema di progettazione culturale autoreferenziale e non partecipato. Dalla sua costituzione ad oggi la Fondazione si è aggiudicata, in regime di sospensione della concorrenza, notevoli fondi ministeriali, 41Mln euro di fondi europei, l’uso gratuito di strutture pubbliche e la supremazia nel settore delle arti sceniche in Campania, accumulando, al tempo stesso, debiti o insolvenze che minano la credibilità sua e di Napoli. E infine, con il nuovo Statuto (approvato in giunta regionale il 30 dicembre 2011), la Fondazione diventa uno “strumento operativo regionale sottoposto alla dipendenza economica e funzionale della Regione Campania”. È una veste più consona agli affidi diretti della Regione, ma le finalità e le attività si confermano di natura estranea ad una pubblica amministrazione e duttili agli interessi di singoli fiduciari. Il nuovo Statuto nasce da osservazioni inerenti il progetto “La Campania dei Festival verso il Forum Universale delle Culture” (Dgr 645/11) e tenta di legittimarlo. Ma è qui che la Regione Campania, tramite la Fondazione, viola palesemente le regole normative. PETIZIONE Dignità e Cultura 09.03.2012 dei fondi POR-FESR, contravvenendo ai principi sottoscritti dalla Regione stessa in sede comunitaria: 1- In questo progetto la Fondazione non è più un “soggetto intermedio” – a cui la Regione avrebbe potuto affidare eventualmente, e con il rispetto delle regole dei Fondi Strutturali, la parziale gestione delle risorse della Misura 1.10 del POR-, bensì è “soggetto beneficiario”. 2 – La Regione avrebbe dovuto utilizzare “anche” ma non “solo” lo strumento Fondazione per quel che riguarda le assegnazioni e gli “interventi” propri del progetto, e in ogni caso, nella progettazione e nelle attività, avrebbe dovuto aprire, come recita la Misura, “alle proposte progettuali presentate dagli attori del mondo culturale del territorio” e istituire quei partenariati, sia “pubblico-pubblico” sia “pubblico-privato”, centrali ad ogni Progetto Operativo Regionale concesso in sede comunitaria. La qual cosa non è affatto accaduta. Un’Amministrazione Regionale è un ente di programmazione e pianificazione con potestà legislative ed amministrative, ma per le sue finalità istituzionali ci deve essere un legame di reale necessità del vincolo societario e tutte le sue attività devono essere strettamente funzionali alla realizzazione dei fini istituzionali (cfr. Legge n. 244 del 24.12.2007). Il resto va operato altrove. Sorgono quindi legittime alcune domande: - Può una Fondazione in house, braccio operativo di una Regione italiana, darsi uno statuto che le permetta di produrre spettacoli, distribuirli e attribuirsi ogni altra finalità ed espandersi in ogni altra attività di competenza del comparto di operatori e artisti/artigiani dello spettacolo e di altri Enti sia pubblici che privati? - Può la Regione Campania creare una Società monopolista sul territorio, in spregio alla libera concorrenza, mentre il taglio di circa il 40% dei fondi ordinari per tutto il settore dello spettacolo dal vivo (l.r. 6/2007) mette in ginocchio le imprese e gli stessi Teatri Pubblici? - Poteva la Regione Campania richiedere alla Fondazione e quindi approvare, con una dotazione di 11 milioni di fondi Por, il progetto “La Campania dei Festival verso il Forum Universale delle Culture”, affidando al suo Direttore Artistico la totale discrezionalità dell’intervento (ivi compreso il finanziamento di 5 suoi progetti artistici)? E poteva essa utilizzare, senza autorizzazione, il logo Forum Universale delle Culture di proprietà del Comune di Napoli? - Poteva l’attuale Direttore Artistico della Fondazione, nonché Direttore del Teatro Stabile di Napoli (se è vero quanto apparso su Repubblica Napoli del 13, 14 e 19 febbraio 2012 e mai da lui smentito) poteva egli accreditarsi, tramite un suo collaboratore, anche come Direttore del Forum Universale delle Culture 2013, millantando un titolo e disponibilità finanziarie sul mercato internazionale allo scopo di promuovere scambi per proporre unicamente un suo spettacolo? - Può il Direttore dell'Associazione Teatro Stabile della città di Napoli essere anche Direttore Artistico del Napoli Teatro Festival Italia e della Fondazione Campania dei Festival, tutti organismi finanziati anche dallo Stato, mentre il D.M. 12.11.2007 del Mibac recita espressamente all'art.8 Attività teatrale stabile punto 2 “l'attività teatrale stabile (…) è caratterizzata da:, comma g) “autonomia e comprovata qualificazione professionale della direzione, con esclusione dello svolgimento di altre attività manageriali, organizzative, di consulenza e prestazione artistica presso altri organismi sovvenzionati dallo Stato nel campo del teatro;"? I professionisti dello spettacolo dal vivo, le donne e gli uomini di cultura, i cittadini firmatari della presente petizione, nello spirito di una vera e consapevole partecipazione democratica Vi e si rivolgono le suddette domande, che credono meritino una profonda riflessione, prima di una qualsivoglia risposta. E chiedono a Voi, rappresentanti di Istituzioni direttamente o indirettamente interessate all'oggetto della presente, di adoperarvi anche oltre l’adempimento dei vostri doveri istituzionali, affinché sia ristabilita la dignità ed il prestigio di Napoli, della Regione Campania e della nostra Nazione. In particolare Vi chiedono di attivarvi fin da subito affinché: - SI RISCATTI LA REPUTAZIONE DI NAPOLI, OBBLIGANDO LA “FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL”A PAGARE TUTTI I SUOI CREDITORI LOCALI, NAZIONALI ED INTERNAZIONALI; - SI APRA UN’INDAGINE SULL'OPERATO DELLA “FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL” DALLA SUA COSTITUZIONE NEL 2007 AD OGGI; - VENGA SUPERATA L’ESPERIENZA DELLA SUDDETTA FONDAZIONE E VENGA ISTITUITO UN NUOVO CONTESTO PARTECIPATO IN CUI FAR RIFIORIRE L’ARTE E LA CULTURA A NAPOLI E IN CAMPANIA; - SI GARANTISCA LA PIENA OSSERVANZA DELLO STATUTO, DA PARTE DI TUTTI GLI ORGANI DEL “TEATRO STABILE DELLA CITTÀ DI NAPOLI”. La situazione è molto seria, il tempo per assumersi le proprie responsabilità è adesso. Napoli, 9 marzo 2012
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