Eliminazione del sistema di Partita IVA

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All'attenzione del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero. Vorremmo sostenere una riforma veramente moderna del mercato del lavoro che semplifichi, migliori e favorisca lo sviluppo. Proponiamo di eliminare completamente il sistema di P.IVA (cioè la forma giuridica e tutti i suoi vincoli) ed adottare il sistema di lavoro autonomo, cioè freelance che esiste negli USA (immagino Lei conosca il sistema, però siccome non fa parte della nuova proposta di legge, Le scrivo). Tale cambiamento non impatterebbe sulla necessità di passare eventuali esami quali quelli per diventare avvocato o architetto, ma avrebbe tutti i seguenti vantaggi, già presenti nel sistema USA: 1. il committente del lavoro, cioè il cliente del lavoratore autonomo è obbligato a fare una comunicazione all’Agenzia dell’Entrate USA (cioè l’IRS) alla fine dell’anno riportando il montante pagato al lavoratore autonomo. Il committente non fa nessuna ritenuta d’imposta, in quanto non si tratta di lavoro dipendete, ma con questa comunicazione ovviamente rende molto più rara l’evasione delle tasse da parte del lavoratore autonomo; 2. c’è una reale flessibilità nel mercato del lavoro, che fornisce a chiunque facile e rapido accesso al mercato del lavoro, entrando ed uscendo da periodi di lavoro dipendente senza oneri di nessun tipo. Ovviamente nel 2012, il mondo viaggia ormai a ritmi velocissimi e per avere la maggior quantità di lavoro possibile, per il maggior numero di anni che saranno necessari per arrivare alla pensione, la flessibilità è essenziale. Rimanere rigidi con l’aspettativa del lavoro fisso a vita, crea solo disoccupazione; 3. è abbinabile a periodi di cassa integrazione e mobilità, motivando così i lavoratori a intraprendere un’attività, magari anche nuova e fare delle prove che possono poi portaread un lavoro più stabile, in un settore e ruolo del tutto nuovi, invece di rimanere bloccati come cassa integrati, perché oggi chi è in mobilità o cassa integrazione non può facilmente abbinare un lavoro a P.IVA, né a progetto, né altro (eccetto eventuali lavori in nero) perché altrimenti perde i sussidi e spesso anche i contributi pensionistici; 4. si possono facilmente e liberamente abbinare più lavori di tipologie diverse - - senza dover aprire varie P. IVA diverse come è necessario in Italia; 5. il lavoro autonomo può essere facilmente abbinato al lavoro da dipendente, non esistono conflitti (ovviamente con tanto che il lavoratore raggiunga comunque i risultati pattuiti con il datore di lavoro). 6. i committenti / datori di lavoro sono incentivati ad assumere lavoratori autonomi perché non ci sono pratiche amministrative, non è necessario un contratto scritto da un avvocato, basta un accordo sul lavoro da svolgere e il compenso pattuito (certo è sempre meglio che questo accordo sia scritto, ma basta anche una semplice email); 7. non ci sono barriere all’entrata quali i costi di: i. apertura di una P.IVA, ii. iscrizione a camera di commercio ed altri inutili iter burocratici, iii. tutti i contratti di servizi (il contratto di fornitura di qualsiasi servizio, come il telefono costa molto di più per chi ha P.IVA, per nessun motivo giustificabile), iv. servizi contabili / amministrativi, dei servizi di un commercialista per tenere i conti e fare le necessarie dichiarazioni (per lavoratori autonomi che svolgono la stessa esatta attività in Italia ed in USA gli adempimenti fiscali/ amministrativi costano esattamente 4 volte tanto in Italia rispetto agli USA); 8. rende più comune e possibile lavorare a distanza ed in forma virtuale, dando così a più persone più possibilità di lavoro, specialmente a chi ha esigenze familiari che richiedono presenza (più spesso sono le donne a curarsi dei figli e degli anziani in famiglia, e per questo ad essere più escluse dal mondo del lavoro); 9. è più meritocratico e meno soggetto a discriminazioni d’età e genere- - certo, il mondo perfetto non esiste, ma semplificare l’accesso al lavoro in questa maniera porta a minor discriminazione, perché il committente non è obbligato a vita a tenersi lo stesso dipendente, sicchè è molto più aperto a prendere un rischio e prova molto più spesso a dare il lavoro anche alle categorie comunemente più escluse, cioè: a. persone molto giovani con poca esperienza che richiedono tempo di formazione, b. persone grandi – questo oggi vuol dire chiunque over 40, c. donne, specialmente se giovani perché potrebbero andare in maternità o di mezza età perché potrebbero avere esigenze familiari quali la cura degli anziani. Purtroppo l’attuale proposta di legge riguardo alle P.IVA (limiti di 6 mesi e 75% del fatturato da un committente) non porta assolutamente nessun beneficio a nessuno in Italia. Porterà invece ad un aumento della disoccupazione perché ci saranno sempre più persone licenziate, dovuto alle liberalizzazioni dei licenziamenti, che rimarranno totalmente e definitivamente escluse dal mondo del lavoro, perché: a) queste persone non riceveranno contratti a P.IVA perché tali contratti configurati con questi limiti risultano troppo rischiosi per un committente / datore di lavoro che non vuole dover affrontare una causa legale; b) questi disoccupati non potranno provare nuovi mestieri lavorando come autonomi per poi magari essere assunti quando il datore di lavoro avrà comprovato la loro capacità, c) e non verranno assunti come dipendenti perché il datore di lavoro non potrà permettersi il costo maggiore né vuole avere a tempo indeterminato certe categorie, in particolare: giovani inesperti, donne, e over 50. Tutti coloro che attualmente lavorano come liberi professionisti e consulenti, molti sono persone che si sono con fatica e determinazione, riciclate a P.IVA dopo essere stati estromessi da dipendenti, non potranno più lavorare - - se la legge passa come descritta finora. Non esagero, davvero non avrano possibilità di sopravvivere. Liberalizzare e semplificare davvero il mercato del lavoro si otterrebbe eliminando del tutto la forma giuridica “P.IVA”, e dando a tutti, e sempre, la possibilità di lavorare sia come dipendenti che come autonomi, e meglio ancora se anche contemporaneamente laddove vantaggioso per ambedue le parti.
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6 April 2012
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32. Gallelli Salvatore | Sottoscrivo questa petizione
4 April 2012
31. Marco Lungo | Sottoscrivo questa petizione
4 April 2012
30. Michela Bordoni | Sottoscrivo questa petizione
4 April 2012
29. Roberto Fortunati | Sottoscrivo questa petizione
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Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali
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