Giornalista-blogger condannato a 18 anni di carcere: Eskinder Nega “NON è un cospiratore”
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"L'uomo simbolo della lotta per le libertà civili condannato con altri 19 attivisti e reporter. Grazie alla legge "antiterrorismo" che soffoca ogni manifestazione di dissenso. Ma il premier Zenawi è un prezioso alleato degli Usa contro il fondamentalismo islamico".
Venerdì, ad Addis Abeba la sentenza: 18 anni per cospirazione. Con lui, altri 19 tra reporter e attivisti.
Il governo di Zenawi lo ha arrestato almeno sette volte, e in più occasioni gli ha fatto intendere che l’unica speranza di salvezza sarebbe stata l’esilio, destino di centinaia di colleghi. Al suo fianco sempre lei, Serkalem Fasil, giornalista, bella e forte al punto da non abbandonare mai Addis Abeba e seguire il marito raccontando le proteste scoppiate dopo le elezioni del 2005 e culminate con una repressione senza precedenti: 200 i morti, 30mila gli arresti. Una moglie che è stata arrestata con lui una volta per tradimento, e che durante la prigionia ha dato luce a loro figlio, il piccolo che oggi, a sette anni, ha perso la speranza di vivere con il padre vicino.
Cerchiamo di salvarlo, facciamoci sentire da ogni parte del mondo, diffondiamo la notizia il più possibile sui nostri social network, sui nostri siti, sui nostri blog.
Non è concepibile che un uomo che qui da noi sarebbe un illustre giornalista e opinionista, altrove sia condannato come cospiratore, e solo perchè denunciava fatti gravissimi, perchè voleva che certi soprusi e certe stragi, terminassero.
Firmiamo per la libertà di espressione, per la libertà.
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