Per la maggior parte della gente l’area militare di Vitinia è solo un bene demaniale in dismissione, come tanti altri, e la cui alienazione è destinata a risollevare le casse dell’Erario. Per gli abitanti di Vitinia è invece una splendida area verde, un polmone da preservare integro per gli abitanti di una zona che ne sarebbe priva e sarebbe soffocata dall’espansione edilizia dei quartieri limitrofi.
La battaglia burocratica della gente, a suon di raccomandate, incontri e manifestazioni, è cominciata il 10 ottobre 1999, coinvolgendo anche altri Enti ben più consistenti con vocazione ambientalista, tra cui anche il FAI.
Fino ad ora si è riusciti a bloccare una colata di 150.000 mc di. cemento che, sulla sommità della collina che guarda il Tevere, avrebbe preso il posto di un paesaggio di raro pregio.
Il Piano Regolatore ha imposto il cambiamento di destinazione di una parte dell’area da agricola ad edificabile. La Regione tuttavia, riconoscendo l’interesse archeologico e boschivo dell’area, il valore del paesaggio agrario e la presenza di un “Punto di Vista” a 360°, ha posto precisi vincoli che le giunte comunali hanno cercato però di declassare.
Proprio in difesa dei vincoli archeologici e paesaggistici si sta ora seguendo il percorso normativo che al momento sembra più valido: ottenere la Dichiarazione di Notevole Interesse Pubblico dell’area, affiancati dal FAI, dal WWF, da Italia Nostra e da tutte le Associazioni che sostengono la campagna anche nelle trattative con le Autorità di riferimento.
L’urbanizzazione della zona minaccerebbe ancor di più la vivibilità di Vitinia, già gravata non solo da problemi di traffico, dovuti ai crescenti insediamenti limitrofi sviluppati senza adeguata pianificazione, ma anche dalla mancanza decennale di un sistema fognario connesso al Depuratore, cosa vergognosa, di fronte alla quale si registra la latitanza del Comune e che causa l’inquinamento indecoroso e tossico dei torrenti adiacenti che a loro volta riversano in Tevere.
Convinti della giustezza della causa, i Vitiniesi chiedono la sospensione dei piani di cementificazione della “Oasi Verde” di Vitinia, in quanto patrimonio culturale e ambientale collettivo.
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