Il Sindacato Europeo propone di risparmiare puntando sugli ebook con Iva bassa
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incontro di ieri a Roma tra il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo
Dario Franceschini, e i rappresentanti degli editori europei e italiani, che hanno chiesto l’equiparazione dell’iva tra i libri e gli ebook, e la tutela del diritto d’autore.
C’è da considerare però che ci sono i tetti di spesa da rispettare: “i tetti di spesa individuati per le adozioni dell’anno scolastico 2012/2013 (DM n. 43/2012), solo se tutti i testi adottati per la classe sono di nuova adozione e realizzati nella versione digitale accompagnata da contenuti digitali integrativi (modalità digitale di tipo c – punto 2 dell’allegato al decreto ministeriale” e quindi si cercava di spingere il digitale D.M.781/2013(http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/libri).
Il già citato decreto consentiva comunque un aumento del 10% del tetto di spesa, altro regalo agli editori in tempi di crisi spaventosa!
In Italia gli ebook hanno un’Iva al 22 % e i libri al 4 %,(decreto cultura approvato da Renzi con iva al 22% per far tornare i conti dello stato, mentre Franceschini voleva l’Iva al 10%) e gli editori lamentano i costi di stampa,stoccaggio e trasporto che andrebbero ad incidere per il 13% sul costo del cartaceo, perché la differenza di IVA è del 18%, quindi alla fine l’elettronico non è più conveniente. Ci sono comunque anche costi per lo smaltimento e rientro dei libri invenduti di cui non si parla ma che pesano pure quelli.
Tutti questi costi pesano sia sulle famiglie che sul settore, fanalino di coda in Europa, e ci mette in difficoltà anche a causa della concorrenza di altri colossi come Amazon.
Nel suo sito Amazon precisa mostrando in una sua tabella le differenze di Iva applicate nei vari paesi europei http://www.amazon.it/gp/help/customer/display.html?nodeId=200556990), e spicca che per “Le aliquote IVA elencate in basso non sono applicabili ai contenuti digitali” e quindi i libri di carta non sono al 4 ma al 22%, mentre si vedono altre cifre, per es. l’IVA lussemburghese del 15% (3% per gli e-book) e per Kindle l’aliquota è al 3%. Come al solito in Europa manca chiarezza e qualche stato preferisce fare la concorrenza agli altri pagando le multe, mentre noi arretriamo. Facciamo appello a Franceschini, Renzi e ai parlamentari europei per arrivare ad una armonizzazione dell’Iva in tutti i paesi europei, spingendo il libro digitale che costa molto meno (senza l’Iva esagerata che viene applicata in Italia) e farebbe risparmiare qualche pianta che ci serve per respirare meglio. Giuseppe Criseo Segretario Generale Sindacato Europeo dei Lavoratori www.sindacatoeuropeolavoratori.itIf you already have an account please sign in, otherwise register an account for free then sign the petition filling the fields below.
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