Alla cortese attenzione del Responsabile ASL/RMG Dott. Tinghino
Al Direttore Sanitario Di Palombara Sabina Dott.ssa Piera Lippi
- p.c.Al Dott. Bellomo Direttore amministrativo I.H.G.
-p.c.Al Dott. Sarnicola responsabile medico del centro di Villa Pia , e di tutta l'equipe Medica di Villa Pia.
A scrivervi è un gruppo di ex pazienti di Villa Pia. Riconosciamo alla struttura il merito di averci aiutato in un momento di difficoltà, difficoltà tanto diverse quanto simili per tutti noi. E questo aiuto è stato possibile grazie alla competenza dell’equipe, di tutta l’equipe di Villa Pia, composta da professionisti che credono nel progetto (ri)educativo, attraverso un supporto non solo alimentare ma anche psicologico e attraverso attività espressive e motorie, ma che, soprattutto, hanno creduto in noi. Quindi medici, terapeuti, l'impagabile Coordinatrice M.Altobelli (che ha una "buona Parola", disponibilità, pazienza ed umanità nei confronti di tutti i pazienti) e così gli infermieri, educatori che accanto alla propria professionalità mettono a disposizione del paziente l’entusiasmo e la passione per il proprio lavoro. Elementi non trascurabili quando hai a che fare con persone che necessitano di un sostegno, prevalentemente, “emotivo”. Stando alla sua disponibilità e necessità, ma anche in base a quanto stabilito dall’equipe, tutta, il paziente viene postp, in regime Residenziale o diurno D.H. per un arco di tempo che varia dai 3 ai 6 mesi circa. Periodo scaduto il quale, se vuole continuare con il percorso di cura, deve rivolgersi al CDA della Asl RomaG di Palombara Sabina (o se preferisce, deve rivolgersi a psicoterapeuti e nutrizionisti privatamente). Mentre l’equipe di Villa Pia si impegna a contattarlo telefonicamente nei mesi successivi con scadenze temporali. E fin qui il paziente si sente, perciò, rassicurato e non abbandonato. Telefona al Cda di Palombara Sabina: qui scopre che per un appuntamento dalla nutrizionista bisogna essere inseriti in una lunghissima lista di attesa (visto che la dott.ssa è in maternità e non è stata sostituita da nessuno). Per un appuntamento dallo psicologo, invece, la lista si assottiglia ma rimane, comunque, non proporzionato il numero dei pazienti rispetto al numero dei terapeuti dato che il centro può mettere a disposizione un solo psicologo che riceve, per di più, soltanto due volte a settimane. Il tutto con la spiacevole conseguenza di non poter essere visitati settimanalmente (quando, invece, se ne avrebbe bisogno) e, perciò, di rinunciare facilmente al proseguimento della propria terapia e sentendoci e considerati, pazienti di categoria inferiore ma, con patologie che riteniamo siano abbastanza gravi. A quel punto si potrebbe decidere di tentare la via privata ma, purtroppo, molti dei pazienti non hanno le risorse economiche per intraprendere questa strada. E iniziano o a rimanere bloccati o, cosa ancora più frequente, a regredire tornando al punto di partenza. Rimangono però le telefonate dal centro di Villa Pia che dovrebbero aiutarti a “proseguire sulla retta via” ma o queste telefonate (come già successo ad alcuni di noi) non arrivano o, invece, si rivelano fallimentari visto che si esauriscono nel giro di pochi minuti. E sappiamo bene che “pochi minuti” non sono affatto sufficienti per capire come sta il paziente, per ascoltarlo e supportarlo. Per permettere tutto ciò sarebbe più opportuno vedere il paziente, dedicandogli almeno un’oretta del proprio tempo. L’intento di questa lettera non vuole essere polemico, o meglio, la polemica che emerge non vuole essere sterile e fine a se stessa. Vi scriviamo per chiedervi di creare un servizio di terapia settimanale o bisettimanale dentro o fuori la struttura con i professionisti del centro per gli ex pazienti di Villa Pia, un servizio che siamo disposti a pagare se necessario, sotto forma di un ticket ad esempio che, sia o individuale o di gruppo. Che permetta, almeno per i mesi successivi alla dimissione un distacco graduale ed una NON interruzione brusca del proprio percorso di cura fino ad una completa autonomia per poter proseguire da soli. Si potrebbe obiettare che, in tal modo, c’è il rischio di creare una dipendenza nei confronti del centro. E’ vero, il rischio "potrebbe" esserci ma, sarà la grande capacità del terapeuta ad accompagnarci ed a lasciarci pian piano, dopo il periodo post-ricovero, così come sarà suo compito individuarla e decidere di prendere provvedimenti adeguati a riguardo. Fiduciosi in un solerte riscontro, vi inviamo i più cordiali saluti.
Gli Ex Pazienti di Villa Pia