La Ferrovia della Memoria

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A: al popolo Italiano Alla cortese attenzione Di Gastone Vinerbini, Presidente di Veneto Strade Egregio Presidente, dopo che il Quirinale, a seguito dell’appello dei cittadini, si è occupato del caso della linea Legnago-Cologna Veneta e della sua preservazione e dopo che, grazie all’attivo interessamento dell’assessore alle politiche per la mobilità e i trasporti della Regione del Veneto, si è reso possibile evitare la distruzione della ferrovia a Minerbe per far posto alla circonvallazione, crediamo sia chiaro come non solo i Veneti, ma tutto il popolo italiano tenga alla preservazione e alla riattivazione di questa linea, e come le centinaia di firme e di dichiarazioni di sostegno, che ci sono giunte anche da Bruxelles, possono dimostrare. Al nostro ultimo incontro, in sede di commissione provinciale, a Verona, Lei ci disse che la variante di San Vito di Legnago (VR), attualmente in fase di realizzazione a raso del sedime ferroviario che attraversa il Basso Veronese, avrebbe intaccato la ferrovia solo in minima parte, e che in futuro, se la linea fosse stata riattivata, la continuità si sarebbe potuta ottenere con una variazione minima della strada ferrata. Tuttavia, egregio Presidente, la situazione è ben diversa: stiamo parlando non soltanto di una linea che tornerebbe utile a moltissimi cittadini veneti e non, ma di una delle linee storicamente più importanti d’Italia e d’Europa, una linea che servì agli occupanti nazisti, dal 1943 al 1944, per le deportazioni degli oppositori politici e dei cittadini italiani di fede ebraica verso i lager d’oltralpe, e per la maggior parte di essi si trattò purtroppo di un viaggio senza ritorno. Proprio su quei binari essi viaggiarono pagando il pedaggio con il loro sangue, e la nostra coscienza non ci permette di dimenticarli, come purtroppo spesso è stato fatto. Cosa Le chiediamo pertanto, egregio Presidente? Le chiediamo non tanto di rinunciare a costruire la variante di San Vito, ma a rivederne i progetti definitivi, affinché la nuova strada non spezzi ed obliteri la Ferrovia della Memoria. Attivi i Suoi tecnici, tenti il tutto per tutto, non importa se sembra tardi: non sono soltanto i cittadini da noi rappresentati che lo chiedono ma è la Storia e il rispetto per la memoria delle vittime dell’atrocità nazifascista che lo impongono come imperativo. Questa non è una ferrovia qualsiasi, è un simbolo per tutti gli Italiani, per le nuove generazioni come per le vecchie. I convogli dei deportati viaggiarono anche su molte altre ferrovie, ma esse sono oggi attive e avulse da una riflessione civica e storica. L’Ostiglia-Treviso, di cui fa parte la Legnago-Cologna Veneta, è l’unica linea ferrata su cui viaggiarono i carri piombati dei deportati oggi muta e silenziosa, che può e deve essere consacrata all’impegno civico di tutti, rinascendo come Ferrovia della Memoria. Lei ci ha ribadito che la variante stradale di San Vito è un’opera di pubblica utilità, che porterà benefici ai cittadini del posto, decongestionando il traffico della zona. Ebbene, la realizzi pure, nessuno di noi vuole opporsi a ciò, ma salvi al contempo il sedime della ferrovia: è la Storia stessa che glielo chiede e si appella alla Sua coscienza di cittadino italiano. Non è mai esistito né esisterà mai un’occasione più seria di questa per fermarsi prima di ciò che potrebbe storicamente essere un disastro senza più rimedio e per prendere coscienza delle conseguenze di quanto si sta per fare. Qual è il senso civico e morale della celebrazione della Giornata della Memoria? Acquisire consapevolezza del ricordo di quanto è accaduto ed evitare che ciò si ripeta. Per questo motivo ci siamo rivolti ai competenti assessori della Regione Veneto, proponendo il progetto “Ferrovia della Memoria”, realizzato da Giulia Spanò, Elena De Lorenzi e Giorgio Raso. L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, nelle persone di Emanuele Ascarelli e di Roberto Israel, ha appoggiato pienamente il progetto da noi inoltrato all’assessore regionale Renato Chisso, di cui riporto qui appresso gli obbiettivi salienti: • Favorire la conoscenza e l’approfondimento di alcune tematiche riguardanti la Shoah, in particolare riferite alla nostra zona; • produrre delle opportune riflessioni su questo periodo; • attivare atteggiamenti positivi verso l'alterità ed in particolare verso le categorie sociali più deboli; • dare il giusto omaggio alle vittime della Shoah e di tutte le deportazioni. In particolare, ciò può essere realizzato tramite le seguenti attività: ➢ allestimento di biblioteche e punto di accesso ad internet presso un locale delle stazioni in questione per poter effettuare attività di : – ricerca – laboratorio – lettura – attività didattiche queste attività potranno coinvolgere più ordini di scuola con gli approfondimenti opportuni per ogni fascia d'età, ossia: ➢ attività di formazione per insegnanti con esperti che, attraverso lezioni teoriche, pratiche e di laboratorio, coadiuveranno gli insegnanti nei percorsi didattici che progetteranno nelle loro scuole; ➢ attività seminariali dirette e/o coadiuvate da qualche membro di associazioni ebraiche: ogni seminario sarà strutturato in modo tale da avviare delle discussioni /riflessioni costruttive attorno ai fatti accaduti; ➢ concorsi indetti dagli Enti e dalle Istituzioni locali per le scuole dove si possano avviare discorsi e progetti sulla Shoah: i materiali prodotti (cartelloni, ricerche, libretti, depliant, poster, cd, dvd con filmati, ricerche, saggi, articoli di giornale, rappresentazioni teatrali, opere di pittura/scultura, musicali, cortometraggi ecc., utilizzando più forme e canali espressivi....) potranno far parte di una mostra che di anno in anno arricchirà l'archivio in ricostruzione; ➢ uscite didattiche da effettuare con treni d'epoca che ci potranno portare alla visita di un campo di concentramento italiano (ad esempio alla riseria di San Sabba presso Trieste); ➢ viaggio con treno d'epoca dalla stazione di Legnago a quella di Minerbe ed infine a quella di Cologna Veneta: presso ogni stazione si potranno svolgere alcune attività: - lettura e ascolto di testimonianze di deportati - lettura di poesie o racconti dell'epoca - visione di alcune scene riprodotte con i costumi e gli oggetti d'epoca, impersonate da attori professionisti e da studenti delle scuole superiori (ricostruzione di scene del caricamento forzato dei deportati con presenza di soldati nazisti incalzanti; scene tratte da testimonianze dei contemporanei: per es., Italiani che cercano di dare da bere ai prigionieri ma vengono allontanati dalle SS, prigionieri che cercano di fuggire, etc....) ➢ produzione di un film, con il patrocinio della Regione, riguardante la Shoah lungo la nostra linea; ➢ commemorazione presso i piazzali delle stazioni delle vittime della Shoah con la partecipazione di autorità comunali, provinciali, regionali ed europee che per l'occasione renderanno omaggio alla memoria dei deportati: tutta la comunità sarà invitata caldamente a partecipare all'evento; ➢ apposizione di targhe, lapidi e busti in memoria di questo triste periodo storico. Come può ben vedere, egregio Presidente, il futuro di questa linea sarà di eterno memento alle atrocità che l’uomo è stato in grado di perpetrare ai suoi simili, e che potenzialmente, grazie all’ignoranza del passato, può ancora ripetere. Facciamo appello non tanto al Presidente di una Società come è Lei, quanto all’Uomo e al Cittadino Gastone Vinerbini. Se vi è mai stato, nella storia d’Italia, un motivo per rivedere i propri progetti, al di là delle pastoie burocratiche, è proprio questo che Le indichiamo ora con la presente lettera aperta, rivolta a Lei e a tutto il popolo italiano. Faccia in modo che ferrovia e variante coesistano, e contribuisca attivamente affinché il ritorno dei treni sull’Ostiglia-Treviso sia da esempio per le generazioni passate, presenti e future. Dott. Mirko Rizzotto, Presidente Comitato Civico “Una stazione per Cologna Veneta”
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