All' attenzione del Presidente della Repubblica
Presidente della Camera dei Deputati
Presidente del Senato della Repubblica
Loro Parlamentari
LA MANOVRA 2011-2014
una manovra iniqua, perciò INACCETTABILE
L’urgenza di giungere ad un rapido assestamento della finanza pubblica non deve far perdere di vista la necessità di una condivisione del Paese e una partecipazione diffusa e consapevole di tutte le sue componenti, nessuna esclusa! Altrimenti non c’è CREDIBILITA’ verso i cittadini e verso l’Europa!
La scelta delle misure incentrata sul reperire maggiori entrate piuttosto che contenere le spese, il non prevedere decisi investimenti per lo sviluppo, gli stessi tempi di realizzazione delle misure in massima parte concentrate dal 2013, indicano invece la precisa scelta di rimandare l’azione, sintomo evidente della mancanza di capacità decisionale e di assunzione di responsabilità del Governo.
I provvedimenti della manovra sono fortemente squilibrati sotto il profilo dell’equità sociale. Il maggior costo sociale è caricato sui cittadini e le famiglie,
Ricadute pesanti sulla vita delle DONNE ! Aumenta l’età per la pensione di vecchiaia, si tagliano welfare, sanità e servizi di cura alla famiglia…le donne potranno avere maggiori carichi, si colpisce il pubblico impiego…settore di massima occupazione per le onne,non si salvaguardano le fasce deboli di reddito…le donne, in pensione o lavoratrici, stanno proprio lì ! Nuovamente posticipate le finestre per l'accesso alla pensione!
NON CI SONO SERI IMPEGNI nella LOTTA ALLA EVASIONE FISCALE e alla RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA, VERI SCANDALI DI QUESTO PAESE!!
L’azione sindacale è riuscita a ridurre l’impatto del taglio della rivalutazione sulle pensioni più basse, a rendere più progressiva e proporzionale l’imposta sui titoli, a salvaguardare percorsi di contrattazione integrativa nel pubblico impiego, ma certo non basta.
LA MANOVRA VA RESA PIÙ EQUA E SOSTENIBILE.SOTTO IL PROFILO SOCIALE, IL 60% DEL PROVVEDIMENTO CONSISTE IN CERCARE MAGGIORI ENTRATE, NON NEL RIDURRE LE SPESE.
Per questo chiediamo risposte concrete su
* taglio dei privilegi del ceto politico,DA SUBITO,senza aspettare la prossima legislatura,
* sostituzione del ritorno dei ticket con tagli agli sprechi nella spesa sanitaria,
* la riduzione della spesa pubblica (circa 20 miliardi di euro) prevista per il 2013 e
2014.
Non va scaricata sulla tutela sociale delle famiglie e dei redditi più bassi.
SIAMO CONVINTI CHE PER IL PAREGGIO DI BILANCIO LE RISORSE NECESSARIE SI POSSONO E SI DEVONO TROVARE con
* l'ulteriore incisività nella lotta all’evasione fiscale (tracciabilità, redditometro, ecc.),
* la tassazione immediata delle rendite finanziarie al 20%,
* la riforma del sistema istituzionale che accorpi i Comuni, elimini le Province, aggreghi
su base, almeno regionale, le municipalizzate,
* l'introduzione dei costi standard nella spesa sociale e sanitaria e dalle semplificazioni
organizzative per tagliare inefficienze, sprechi e spesa clientelare.
LA MANOVRA VA RESA EFFICACE PER LO SVILUPPO E IL LAVORO ACCANTO AL CONTENIMENTO DEL DEBITO VANNO INTRODOTTE MISURE PER FAVORIRE LA CRESCITA
* scelte decise sulle liberalizzazioni impedite dalle lobby presenti in Parlamento!
* le risorse pubbliche, per gli investimenti in infrastrutture e reti energetiche,ora
bloccate vanno rese immediatamente disponibili;
* la riforma fiscale deve ridurre il peso delle tasse sul reddito di lavoro e pensione per
favorire l’occupazione ed i consumi.