Illustre Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
ci rivolgiamo a Lei, altissimo garante della Costituzione italiana, per invocare la difesa del principio delle pari opportunità e del diritto allo studio sanciti nella Carta costituzionale all’art. 34, laddove prevede che “i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”, poiché questi principi, fondanti la nostra società, ci paiono oggi gravemente violati dalle scelte dell’attuale Governo. Ci rivolgiamo a Lei, nella speranza di veder mutare la politica di disinteresse che questo Governo dimostra circa le prerogative dell'Istruzione pubblica, così come intese dai costituenti. Quest’appello, nello specifico, ha per oggetto le borse di studio per gli studenti universitari, strumento essenziale al perseguimento dei principi appena citati.
In seguito all’approvazione della legge 133/2008 e del “decreto sviluppo” del Luglio 2011, il Governo ha difatti stanziato per l'A.A. 2011-2012 circa 101 milioni di euro per la copertura di suddette borse, che rispetto allo stanziamento per l’A.A. 2009-2010, che era pari a circa 246 milioni di euro, fa registrare una diminuzione del conferimento di circa 145 milioni.
Dato il costo medio di una borsa di studio in Italia, che è di circa 3.200 euro, è ragionevole dedurre che quest’anno avremo circa 45.000 borse di studio in meno disponibili. Già nell’A.A. 2009-2010 si registrarono circa 29.000 studenti idonei a percepire la borsa di studio, ma purtroppo non beneficiari. Pertanto, queste ulteriori borse di studio mancanti, stimate per altro senza calcolare la decurtazione dei trasferimenti regionali, rappresenteranno la negazione di una legittima aspettativa di più di 70.000 giovani che risultano, secondo l’ordinamento vigente, meritevoli e capaci ma sprovvisti di mezzi. Il Governo, così facendo, sta conquistato il tragico primato della creazione della figura “dell'idoneo non beneficiario”, sconosciuta a qualsiasi altro Paese europeo.
Questi, purtroppo, non sono solo gelidi numeri, corrispondono bensì ad altrettante speranze di personale e collettiva emancipazione per mezzo della conoscenza, ed è pacifico, nonché costituzionalmente ribadito, che sia compito della Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” allo sviluppo della persona.
Riteniamo che si tratti di una grave e insopportabile situazione, se consideriamo altresì come la crisi economica e finanziaria stia gravando proprio sui giovani e sulle loro famiglie, e come qualsiasi strategia di buon senso per la ripresa del Paese richieda oggi, a fronte delle nuove sfide globali, di investire sulla conoscenza e sulla formazione delle nuove generazioni.
Crediamo che il tema delle borse di studio si ponga al di sopra dell’ordinaria contesa politica, e intendiamo qui manifestare la nostra profonda disperazione per l’ennesima violazione del “pactum societatis” sul quale si dovrebbe fondare la civile e democratica convivenza italiana, ossia il rispetto della Carta costituzionale, oggi, a nostro avviso, nuovamente vilipesa dal Governo Berlusconi.
Sono necessari circa 600 milioni di euro per garantire la coperture totale di tutte le borse di studio, in accordo col numero di idonei registrato nell'A.A. 2009-2010.
Nel nome del principio delle pari opportunità e del diritto allo studio sanciti nella Carta costituzionale, che in questo momento stanno morendo sulla carta;
Nel nome del buon senso e della strategia che tutto il mondo occidentale sta perseguendo per uscire dalla crisi, investendo sui giovani, sull'innovazione e sulla conoscenza;
Chiediamo un autorevole intervento teso alla copertura di tutte le borse di studio per l'anno accademico corrente e per gli anni successivi.
Chiediamo a Lei, Presidente, di indicare autorevolmente, ancora una volta, la strada per venir fuori da questa infinita notte della ragione.
Rudi Russo - Coordinatore Naz. Giovani IDV
Rosario Coco - Resp. Naz. Scuola, Università e Cultura Giovani IDV