Nel momento in cui ha condiviso la gravissima ed illegittima decisione del governo Berlusconi sull’utilizzazione di nostri aerei nella guerra di Libia, il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, è venuto meno di fatto al suo ruolo di garante della Costituzione. Essa, all’articolo 11 proclama solennemente: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Noi, cittadini di questa Repubblica, giudichiamo che l’entrata in guerra dell’Italia – andando ben oltre il già intollerabile appoggio logistico offerto supinamente agli attacchi aeronavali contro la Libia – prima da parte dei c.d. stati “Volenterosi” e poi della NATO – costituisca una violazione palese dell’art. 11 della Costituzione repubblicana. Risulta, peraltro, violato anche l’art. 87, laddove recita che il Presidente della Repubblica “...ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.”
Dichiarare – come ha fatto il Presidente Napolitano – che “l’ulteriore impegno (bombardare, ndr) costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo” non fa altro che legittimare un gravissimo ‘vulnus’ alla legittimità costituzionale che egli, in quanto Capo dello Stato, avrebbe il dovere di difendere.
Noi cittadini, pertanto, ci dissociamo da queste dichiarazioni e denunciamo con forza all’opinione pubblica l’imbarbarimento antidemocratico e guerrafondaio di una Repubblica che abbiamo da poco celebrato come democratica, fondata sulla sovranità popolare (art. 1) e profondamente contraria alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali (art. 11). Chi pensa di poter dichiarare illegittimamente che l’Italia è di fatto in guerra – in questa ed in altre circostanze – sappia che non sta facendo in nostro nome e che gli Italiani democratici e pacifici non accetteranno mai soluzioni che ripugnano alla loro coscienza e che contrastano con la Carta Costituzionale.