ATTENZIONE: questa petizione è a supporto dei:
650 lavoratori precari che il Ministero degli Interni ha assunto, attraverso agenzia interinale prima e tramite concorso per tre anni dopo, presso gli Uffici Immigrazione delle Questure e gli Sportelli Unici delle Prefetture.
Provvediamo ad aprire la petizione in riferimento ad una precisa richiesta ricevuta alla nostra redazione di aiuto.
Riportiamo per intero la mail che riporta nei dettagli la storia e le interpellanze parlamentari:
siamo quei 650 lavoratori precari che il Ministero degli Interni ha assunto, attraverso agenzia interinale prima e tramite concorso per tre anni dopo, presso gli Uffici Immigrazione delle Questure e gli Sportelli Unici delle Prefetture.
Tra l\'altro, siamo presenti in maniera, massiccia negli Uffici della città di Milano.
Questa assunzione avveniva allo scopo di contenere quella che si credeva
essere un\'emergenza momentanea creatasi in questi uffici per fronteggiare
i picchi di lavoro che ne derivavano.
Ma l\'emergenza, col passar del tempo è diventata la normalità, al punto da
investire tutti noi 650 di un carico di lavoro e di responsabilità inattese e
mai neanche lontanamente ipotizzate, tanto da venir interamente coinvolti
ed assorbiti nella materia\"Immigrazione\" con l\'attribuzione di competenze
e mansioni al pari di quelle che fino ad allora erano esclusiva prerogativa
di Agenti di P.S.
Diventammo così poco per volta una realtà tangibile, seppur del tutto nuova
ed insolita, nell\'ambito della Pubblica Amministrazione, quegli operatori in
borghese agli sportelli degli Uffici Immigrazione, che si occupavano di
rilasci di nulla osta, di ricongiungimento familiare, di flussi migratori, di
sanatorie, di rilascio e consegna di permessi e carte di soggiorno, solo per
citarne alcune.
Oramai siamo al lavoro diligentemente e con non pochi sacrifici da quasi
10 anni e spesso ci troviamo da soli a reggere interi uffici che ci sforziamo
di rendere efficienti, fra le mille difficoltà insite in un lavoro del genere,
la gestione di un\'utenza avida d\'informazioni allo sportello, ed al telefono,
lo smaltimento di code interminabili di gente in attesa, archivi e scrivanie
colme di carte che proviamo a gestire al meglio, il malcontento dei cittadini
extracomunitari che spesso faticano ad integrarsi , uniformarsi e accettare
un sistema burocratico a volte lontano dalla propria cultura, e l\'elenco sarebbe
ancora lungo.
Ebbene, in una situazione del genere già di per sé gravosa, veniamo ad
apprendere che, nonostante l\'esserci attenuti scrupolosamente alle regole
ed i dettami impostici, dopo aver acquisito un particolare tipo di
professionalità e conoscenza, dopo aver superato un concorso per ricoprire
un posto che già occupavamo da anni, seppur sotto contratto con agenzia
interinale, non esiste affatto la volontà politica di mantenerci al nostro posto
di lavoro e stabilizzarci con contratto a tempo indeterminato, come ci è stato
lasciato credere per tutti questi anni.
La motivazione che ci viene fornita dal Governo, sta nella mancanza di fondi
da ricercarsi nella crisi economica che investe anche il nostro Paese, in un
momento storico particolare in cui non si fa altro che parlare di tagli alla
spesa pubblica, alle pensioni, di sprechi nella pubblica amministrazione.
Dal canto nostro siamo ben coscienti della gravità della situazione
economica in cui l\'intera nazione versa, ma non riusciamo a spiegarci
come mai nel febbraio scorso, a pochi mesi dalla scadenza del nostro
contratto di lavoro, il Ministero dell\'Interno decida di avvalersi di
ulterioni 650 lavoratori selezionati tramite agenzia interinale, con
ulteriore dispendio di denaro.
Questi nuovi collaboratori, assunti con l\'agenzia di lavoro interinale “GI
group”, ci affiancano quotidianamente nell\'espletamento del nostro lavoro,
mentre da più parti arrivano notizie circa l\'eventualità che la sopracitata
agenzia abbia vinto un appalto per la fornitura di personale al Ministero
degli Interni della durata di 3 anni, vale a dire fino al 2012.
Va da sé che tali notizie, alla luce degli ultimi avvenimenti, collocate
nell\'ambito di una disastrosa situazione lavorativa nazionale,ci gettano
nello sconforto dal momento che crediamo fortemente in questo lavoro,
sul quale abbiamo puntato e investito tanto.
Siamo inoltre coscienti di quanto sia complesso e delicato il settore
Immigrazione e della gravissima situazione in cui si verrebbe a trovare
la cittadinanza, per le evidenti ricadute negative sui processi di
regolarizzazione, emersione ed anche sulla sicurezza e l\'ordine
pubblico , nel caso in cui il Ministero dell\'Interno, a fine anno, dovesse
sostanzialmente scegliere di ridurre in modo considerevole, invece di
stabilizzare, il proprio organico di 650 unità nel delicato settore
dell\'Immigrazione, disperdendo, peraltro, un patrimonio di conoscenze
ed esperienze acquisite in quasi 10 anni di lavoro precario.
Ci permettiamo inoltre di far notare come non si possano più adottare, con
riferimento all\'Immigrazione, misure emergenziali, ma vadano programmati
interventi strutturali, anche nelle politiche del personale, per dare, in tempi
rapidi, le dovute risposte agli immigrati ed alle esigenze della cittadinanza
in termini di assistenza , sicurezza e certezza delle posizioni giuridiche.
Dal canto nostro sappiamo bene cosa voglia dire essere disoccupati avendo
famiglie da mantenere ed abbiamo paura di cosa succederà all\'inizio dell\'anno
prossimo.
Increduli ci chiediamo: Può lo Stato creare disoccupazione?
Siamo già stati oggetto di una serie di interpellanze parlamentari che
purtroppo non hanno sortito gli effetti desiderati.
Nello specifico:
Interrogazione del Senatore Mario Gasbarri PD (3-00089) del 18 giugno 2008.
Interrogazione del Senatore Vincenzo Nespoli PDL (3-00146) del 16 luglio 2008
Interrogazione del Deputato Angelo Compagnon UDC (4-04884) del 9 novembre 2009
e la seconda interrogazione copia della precedente (3-00867) riproposta il 22 gennaio 2010.
Interrogazione del Deputato Marco Minniti PD (4-05236) del 1 dicembre 2009
Abbiamo contattato, tra gli altri, anche l\'on. Antonio Borghesi IDV, che si
è mostrato da subito solidale ed interessato alla nostra causa.
Siamo qui a chiedere consiglio ed interesse alla nostra delicata questione a
Lei nella speranza di trovare appoggio e comprensione.
Siamo inoltre presenti su Facebook alla voce “quei 650 interinali del ministero dell interno”.
Sperando inoltre in un benevolo riscontro della presente, porgiamo distinti
saluti.
I 650 precari del Ministero dell\'Interno.