Nel 2000 le Organizzazioni Sindacali assieme alla STMicroelectronics firmavano un protocollo d’intesa nel quale si stabilivano tutti i dettagli per la costruzione e l’utilizzo del mega stabilimento denominato M6 concepito per lo sviluppo e l’industrializzazione in grandi volumi di memorie FLASH. Gli addetti sarebbero stati oltre 1500 più l’indotto.
La STMicroelectronics, per questo progetto, ha avuto accesso ai finanziamenti
pubblici (legge 488, credito d'imposta, contratto di programma) per circa 500 MLN di
Euro. Grazie a questi finanziamenti ha realizzato uno stabilimento dalle strutture
innovative e tecnologicamente all'avanguardia. Tuttavia, i reparti produttivi del modulo industriale denominato M6 sono rimasti privi di attrezzature a causa delle condizioni
di mercato che non permettevano di giustificarne l’esistenza.
Il 6 Luglio 2007 presso il Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Italiano (ricordiamo azionista di STMicroelectronics) si redige un “PROTOCOLLO D’INTESA SUI PIANI INDUSTRIALI DI SVILUPPO DELLA STMICROELECTRONICS E DELLA COSTITUENDA SOCIETA’MEMORIE FLASH”.
Nasce così STMicroelectronics M6 S.r.l che diverrà ‘NEWCO’ e sarà detenuta da:
STMicroelectronics NV per il 48.6%, da Intel per il 45.1% e da Francisco Partners per il
6,3%.
Il 25 Luglio del 2007 presso l’Associazione Industriali di Monza & Brianza si
incontrano la direzione aziendale di STMicroelectronics ed i referenti di
STMicroelectronics M6 S.r.l.; in quell’occasione viene definita la cessione di ramo
d’azienda di FMG (Flash Memories Group), divisione di STM da ormai parecchi anni in perdita e con previsioni di crescita quasi nulle.
Nell’Aprile del 2008 si celebra a Catania e nel resto del mondo il tanto agognato
Day One di NUMONYX con il motto: WE ARE CHANGING THE FACE OF MEMORY.
Si arriva a Maggio del 2008 (un mese dopo il celebrato day one), data in cui il Ministero
dello Sviluppo Economico, dopo essere stato sollecitato dalle OOSS, convoca un
incontro tra i rappresentanti delle due società STMicroelectronics e Numonyx e i
Rappresentanti Sindacali dei lavoratori. Scopo dell'incontro è la verifica dei piani
industriali ed in particolare dello stato di attivazione del contratto di programma
destinato al completamento dell'investimento nello stabilimento M6 già conferito
dalla ST alla Numonyx. Il Contratto di programma, approvato l'anno prima dal CIPE,
prevedeva tra l’altro un finanziamento di 463 MLN di Euro come contributo pubblico per il completamento dello stabilimento M6. Al MSE i vertici aziendali di Numonyx dichiarano che lo stabilimento M6 non rientra nei piani di Numonyx e che pertanto la stessa rinuncia ufficialmente al finanziamento. Tale rinunzia è motivata dal fatto che né la consistenza finanziaria né il fatturato della Numonyx, azienda che avrebbe dovuto risolvere i problemi di ST, giustificano un investimento cosi’ elevato.
A distanza di quasi un anno, nel Marzo 2009, le due aziende, invece di parlare di piani industriali presentano ufficialmente le richieste per la cassa integrazione ordinaria, che per quanto riguarda la STMicroelectronics viene richiesta ‘solo’ per il personale diretto alla produzione (2200 lavoratori sul totale di oltre 4000 dipendenti, circa il 50% della
forza lavoro dello stabilimento Catanese), mentre, per Numonyx, viene richiesta per l’intera popolazione aziendale, senza nessuna esclusione nemmeno per chi si occupa di ricerca e sviluppo, settori notoriamente estromessi da questo tipo di riduzioni in quanto cuore vitale di ogni azienda che vuole trovarsi pronta per la ripresa. Negli ultimi mesi del 2009, la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria viene richiesta nuovamente per i lavoratori di Numonyx.
Il 10 Febbraio 2010 la STMicroelectronics, assieme ai partners che hanno dato vita alla Numonyx, cede i propri pacchetti azionari alla Micron Technology, multinazionale americana leader del settore memorie, sancendo di fatto il definitivo disimpegno nei confronti della Numonyx e liberandosi dei 402 dipendenti del sito catanese.
Al tempo stesso la STMicroelectronics opziona il sito M6 per utilizzarlo come oggetto di scambio nella ulteriore joint venture tra ST, Sharp ed Enel Green Power per la realizzazione di un sito di produzione di pannelli fotovoltaici, materializzando in tal modo l’ulteriore scippo al territorio siciliano: il capitale sociale della Numonyx si abbatte di oltre 380 milioni di Euro, in quanto nel 2007 la STMicroelectronics conferiva M6 alla nascente società per un valora di 450 milioni di Euro, riprendendoselo oggi per un cifra di circa 70 milioni di Euro.
Nel frattempo, si opera una rimodulazione del vecchio contratto di programma (tuttora al vaglio del CIPE) che destina quei fondi principalmente alla creazione del polo fotovoltaico, ma anche al finanziamento di attivita’ di ricerca e sviluppo da parte di Numonyx (che presto diverra’ Micron).
Chiediamo pertanto che il Governo centrale, e in particolar modo il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola, nonché tutti i soggetti finanziatori delle somme previste dal Contratto di Programma, convochi un nuovo vertice con le Aziende al fine di sottoscrivere un accordo da integrare nella rimodulazione del CdP in corso. Tale accordo dovrà prevedere il mantenimento degli attuali livelli occupazionali nel sito catanese di Numonyx per un periodo superiore ai vincoli triennali previsti dalle normative vigenti in materia.
Chiediamo alla STMicroelectronics l’impegno concreto, in caso di eventuali esuberi, di verificare ogni possibile logica di ricollocamento dei lavoratori ex STMicroelectronics, ora Numonyx, e tra poco Micron, alla luce delle assunzioni previste per l’imminente operazione fotovoltaico (3SUN).