MORATORIA CONTRO LE RICERCHE PETROLIFERE E LE TRIVELLAZIONI NELL'ADRIATICO

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I MARI ITALIANI sono stati presi di mira dai "ricercatori d'oro nero", le Compagnie Petrolifere off-shore che hanno avanzato decine e decine di richieste al Ministero dello Sviluppo Economico ed al Ministero dell'Ambiente per la ricerca di petrolio nei nostri mari. Una fra queste è la Spectrum Geo di Londra, che intende effettuare prospezioni geosismiche (finalizzate a successive trivellazioni di pozzi petroliferi), mediante l'utilizzo di air-gun, ovvero cannoni pneumatici che sparano onde acustiche sui fondali per valutare la risposta sismica. Una tecnica invasiva che verrà utilizzata in tutto il Mar Adriatico meridionale per una lunghezza di 3.898 Km, pari ad una superficie complessiva di 30.297 Km2, il 23% di tutto il bacino, costeggiando in toto le coste pugliesi per una superficie 16.169 Km2”. È evidente l’allarme per le sorti delle nostre coste, considerando la vastità di superficie marina che si vuole sottoporre all’attività di prospezione con una tecnica che è notoriamente riconosciuta come fonte di inquinamento ad alto impatto sull’ecosistema marino, già flagellato dall’Ostrepsis ovata (alga tossica), dal fenomeno dell’inquinamento chimico (dicloroetano e acrilonitrile) e dallo smaltimento dei residuati bellici (iprite). Per la caratteristica della salinità delle sue acque, dovuta all’abbondanza di fiumi che vi sfociano e la varietà dei fondali, spesso sabbiosi e poco inclinati ma non di rado anche rocciosi, il mare Adriatico rappresenta una vera e propria riserva di biodiversità che ospita molluschi bivalvi come le vongole (Chamelea gallina), le telline (Tellina spp.) la sogliola (Solea vulgaris) e la tracina (Trachinus draco). Importantissima è la presenza di grandi vertebrati come le tartarughe marine, i delfini ed altri cetacei, specie che negli ultimi anni hanno subito durissimi colpi dall’impatto antropico devastante. Ricordiamo lo spiaggiamento dei capodogli a Cagnano Varano (FG), la morte di circa cinquanta delfini nel 2011 solo lungo le coste pugliesi e il recupero di centinaia di esemplari di Caretta Caretta in agonia. L’air-gun, influenza con effetti devastanti il comportamento e l'attività vitale della flora e della fauna presenti nella zona di mare interessata. Con la presente petizione, redatta in collaborazione con la ricercatrice italo-americana Maria Rita D'Orsogna della California, intendiamo esprimere la nostra contrarietà e il nostro parere negativo alle ispezioni sismiche D1 BP SP e D1 FP SP per la ricerca di idrocarburi, come proposto dalla Spectrum Geo di Londra. I dati rivenienti dalla ispezioni sismiche (che ripetiamo dovrebbero essere eseguite lungo tutta la riviera adriatica, da Rimini fino a Santa Maria di Leuca, a circa 25 km da riva) saranno commercializzati dalla Spectrum Geo a ditte straniere interessate a trivellare il mare Adriatico. La VIA proposta dalla Spectrum Geo prevede l’uso di tecniche invasive come l’air-gun con danni alla pesca e per gli animali marini. In un ottica di lungo termine, queste ispezioni sono il preludio alla realizzazione di pozzi esplorativi e permanenti che potrebbero restare nei nostri mari per decenni a venire. Questi comportano l'uso di fanghi e fluidi perforanti, la produzione di acque di risulta altamente tossiche, e gli inevitabili pericoli di subsidenza, scoppi, inquinamento ed effetti negativi sul pescato o sul turismo. Questi pericoli sono reali. Tutti i progetti petroliferi vanno fermati sul nascere, e non lasciati avanzare lentamente, ma inesorabilmente. Se si vuole difendere l'Adriatico, occorre farlo da subito, bocciando le proposte della Spectrum Geo. La petrolizzazione dell’Adriatico, inclusi i progetti in esame, sono in totale contrasto con l’attuale assetto naturalistico ed economico delle coste italiane, che basano la loro economia sul turismo di qualità, pesca, agricoltura e su un’immagine di territorio sano. La migliore ipotesi è che il petrolio contenuto nel mare Adriatico sia solo una piccolissima percentuale del fabbisogno nazionale, che arriverà in cambio di un forte deterioramento dell’ambiente e delle attività economiche esistenti sul territorio. La presente e’ da intendersi ai sensi dell’articolo 6, comma 9 della legge 8 luglio 1986 n.349, che consente ai cittadini di presentare osservazioni sui progetti sottoposti a VIA e ai sensi del trattato di Aarhus. Quest’ultimo, recepito anche dall’Italia, afferma che le popolazioni hanno il diritto di esprimere la propria opinione su proposte ad alto impatto ambientale e che l’opinione dei cittadini deve essere vincolante. Esortiamo dunque i Ministeri a bocciare i progetti Spectrum Geo e tutti gli altri a venire da parte di qualsiasi Compagnia, in rispetto dell’Adriatico, della volontà popolare e della legislazione vigente.
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Destinatario della petizione:
Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
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