Il 18 luglio scorso si è verificata la prima caduta di cenere vulcanica sul territorio del Comune di Giarre, seguita nelle settimane successive da altri eventi di stessa natura. Oggi, 30 agosto 2011, a distanza di un mese e mezzo, la situazione nelle strade del Comune giarrese rimane disastrosa.
Con notevole ritardo rispetto ai paesi limitrofi sono state sommariamente ripulite alcune delle vie principali. Secondo i dati dell’ufficio stampa del Comune, in data 19 agosto era stato ripulito il 45% della città, per una spesa complessiva di 120mila euro.
Tuttavia chiunque circoli per le strade di Giarre, incontra cassonetti trasformati in discariche, cumuli di sabbia sui marciapiedi che ostruiscono il passaggio dei pedoni, montagne di sacchetti che si sono ormai mischiati alla spazzatura ordinaria.
L’amministrazione comunale ha stimato in circa 200mila euro la spesa per il completamento delle operazioni di pulizia della città.
A fronte di ciò, chiediamo:
- A che cosa è stato dovuto il pesante ritardo nelle operazioni di pulizia delle strade e di raccolta dei sacchetti di sabbia vulcanica?
- La cenere vulcanica per le strade continua a mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini, soprattutto di automobilisti e centauri. Perché il divieto di circolazione dei motocicli e il limite di velocità a 30 km orari per gli altri veicoli non sono stati sufficientemente comunicati, e non sono tuttora fatti rispettare?
- Come mai i Comuni limitrofi hanno provveduto più rapidamente a ripulire il territorio?
- In vista di eventuali prossime precipitazioni atmosferiche, come e in che tempi si intende provvedere alla pulizia delle caditoie al fine di scongiurare allagamenti che allo stato attuale sarebbero inevitabili?
- Secondo le stime dell’amministrazione comunale serviranno in totale circa 320mila euro per pulire definitivamente la città dalla sabbia vulcanica. In base a cosa è stato stilato tale preventivo? Quali sono le voci di spesa previste? È pensabile, a fronte della persistente attività parossistica del vulcano, reiterare questa spesa ad ogni caduta di cenere? È stata invece prevista una soluzione strutturale al problema, come potrebbe essere l’acquisto dell’attrezzatura e dei mezzi adeguati?