In questo inizio di 2011 il dibattito sul testamento biologico è tornato prepotentemente al centro dell’agenda politica nazionale. Tutta questione di opportunità, ovviamente, per un Governo che cerca ogni mezzo e si appiglia a ogni stratagemma per ammiccare a quei centristi che potrebbero garantirgli la sopravvivenza.
Il nostro Partito, ben prima di questa bieca strumentalizzazione, si è fatto promotore in Toscana di numerose iniziative e di interessanti dibattiti. Dopo il proficuo incontro con Beppino Englaro e Mina Welby, organizzato a Grosseto lo scorso dicembre, abbiamo deciso di lanciare una campagna su scala regionale con l’obiettivo di implementare il numero dei Registri del Testamenti Biologici in quanti più comuni della Toscana possibile.
Alcune realtà, come Grosseto appunto, si sono già mobilitate per una raccolta firme volta a sensibilizzare cittadinanza e amministrazioni locali per questa fondamentale battaglia di civiltà, altre si stanno attrezzando sulla stessa falsariga. A livello regionale, per offrire il massimo sostegno all’impegno dei nostri amministratori e militanti sul territorio e massima visibilità a questa campagna, abbiamo deciso di lanciare una petizione online per dar voce a tutti quei cittadini che credono nelle libertà individuali, nell’autodeterminazione, nell’Articolo 32 della Costituzione Italiana.
Lo slogan è “Nessun obbligo, una libera scelta”, perché vogliamo rimarcare ancora di più la nostra ferma opposizione a quei sedicenti pro-life che vogliono far approvare dal Parlamento un testo liberticida utilizzandolo come merce di scambio in una partita meramente politica, sulla pelle dei cittadini.
Forti della sentenza del Tribunale di Firenze, che ha colmato il vuoto legislativo del nostro Paese, riconoscendo a un settantenne, ancora nel pieno delle sue facoltà, la possibilità di decidere ciò che sarà della sua vita, v’invitiamo a sottoscrive e a promuovere e divulgare la petizione online.
Non si tratta di una semplice sfida politica, ma di un impegno in difesa delle libertà individuali e della nostra Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.