25/03/2010
Oggi a Roma siamo già al 7° giorno consecutivo di blocco della circolazione per i veicoli cosiddetti “più inquinanti”. Già l’inverno scorso ci furono ben 10 giorni di blocco (peraltro con scarsissima informazione – la maggioranza delle persone non ne era al corrente) senza che i valori rilevati dalle centraline calassero, fino ad un provvidenziale cambiamento di tempo e di vento che finalmente ha in parte spazzato via le polveri sottili. Sembra a questo punto evidente che questo genere di “misure” abbiano soprattutto lo scopo di costringere, chi ancora non l’avesse fatto, a comprare una nuova auto, non incidendo minimamente su quelle famiglie che magari possiedono 3 o più auto e penalizzando invece chi magari ne ha una sola e non si può permettere di cambiarla. Nel nostro frenetico circolo vizioso comprare-consumare-buttare-comprare non è concepibile che qualcuno possa tenere qualcosa con cura in modo da farla durare a lungo senza riempire il pianeta di ferraglia.
Perché per cercare di risolvere veramente il problema non vengono allora proposte più democratiche giornate di blocco totale, in cui tutti, e non solo pochi, vadano in giro in autobus, metro, a piedi, in bici, in modo da verificare se davvero le auto di nuova generazione non sono responsabili della pessima aria della nostra città?