La Chiesa non paga 400 milioni di euro di ICI allo Stato Italiano, la UE s’incazza
Avete letto bene, non s’incazza lo Stato Italiano, ma la UE. Che sembra decisa ad aprire un procedimento di infrazione contro l’Italia.
Al centro del caso è l’esenzione del pagamento dell’Ici per le attività commerciali della Chiesa, circa 400 milioni di euro, più gli arretrati. Si calcola che il 20-22% del patrimonio immobiliare nazionale sia della Chiesa Cattolica, secondo una stima di Franco Alemanni del gruppo Re, che da sempre assiste frati e suore nel business del mattone. Bene, su questo sconfinato patrimonio immobiliare il Vaticano non paga un solo centesimo di ICI.
La storia è vecchia ed è tipicamente italiana. Varato nel ‘92, bocciato da una sentenza della Consulta nel 2004, resuscitato da un miracolo di Berlusconi con decreto del 2005, quindi decaduto e ancora recuperato dalla Finanziaria 2006 come omaggio elettorale, il regalo dell’Ici alla Chiesa è stato in teoria abolito dai decreti Bersani dell’anno scorso. Molto in teoria, però. Di fatto gli enti ecclesiastici (e le onlus) continuano a non pagare l’Ici sugli immobili commerciali, grazie a un gesuitico cavillo introdotto nel decreto governativo e votato da una larghissima maggioranza.
Può essere credibile uno Stato che con una mano alza il dito contro gli evasori e quelli che lavorano in nero, mentre con quell’altra fa questi incredibili regali alla Chiesa Cattolica?
Sono 400 milioni di euro letteralmente scippati ai cittadini, che potrebbero essere impiegati per la sanità o le pensioni. Ora probabilmente arriverà anche la multa della UE, e gli italiani saranno chiamati, ancora, beffa delle beffe, a mettere mano al portafoglio.
QUESTO ARTICOLO E' TRATTO DA: Aghost-il fantasma del web.