Petizione per conferire allo straordinario autore di Gomorra il Nobel per la Pace. Pochi libri come Gomorra sono riusciti a sensibilizzare il mondo intero su una piaga dilagante come la camorra.
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NOBEL PER LA PACE A ROBERTO SAVIANO
Repubblica — 18 ottobre 2008 pagina 12 sezione: NAPOLI - Prof. Domenico De Masi
P erché Saviano collabora con questa testata e perché, a mio avviso, è dalla Campania, dagli intellettuali e dall' opinione pubblica della nostra regione, che deve partire questa proposta, che può contribuire alla salvezza dello scrittore, attribuendogli una visibilità capace di rendere prudenti persino i camorristi, e può assicurare a un nostro concittadino, e quindi a tutto il nostro territorio, il riconoscimento più rispettato nel mondo. In passato il Premio Nobel per la Pace è andato a coraggiosi combattenti contro il narcotraffico e contro l' apartheid, contro la fame e contro la tortura. Saviano lo merita perché ogni giorno mette la sua vita a repentaglio per denunziare la più temibile delle organizzazioni criminali europee e per estirparne le radici dalla nostra terra. Ma Saviano lo merita anche perché è davvero un caso a parte nel complicato rapporto che ha legato gli intellettuali alla città lungo il corso dei secoli. Alla vita napoletana hanno partecipato artisti, pensatori, scienziati importati dall' esterno e indigeni; di parte regia, aristocratica e popolare; intellettuali laici e confessionali; ricercatori solitari o consorziati nelle accademie; precettori privati; promotori di iniziative volontaristiche o istituzionalizzati nell' università; intellettuali di corte, integrati, emarginati o perseguitati. Ma solo il giovane professore Francesco Saverio Nitti, tra la fine dell' Ottocento e i primi del Novecento, prese di petto la camorra con un lungo articolo Sui recenti fatti di Napoli e poi con il libro Napoli e la questione meridionale. Non per questo la camorra lo minacciò di morte. E in tutta la sua storia, questa organizzazione immonda ha considerato degno di eliminazione solo il giornalista Giancarlo Siani, che però rappresentava un bersaglio più facile, essendo meno noto. Roberto Saviano combatte la camorra con le uniche armi di cui dispone un intellettuale: la parola e la scrittura. Per questo è minacciato di morte. E noi sappiamo che la camorra non minaccia invano. Sta a noi, dunque, salvare Saviano con le stesse armi: la parola e la scrittura. Adoperiamole per segnalare a Stoccolma che la Campania ha un giovane con le carte in regola per meritare il prossimo Premio Nobel per la Pace. - DOMENICO DE MASI