“"OBBLIGO APERTURA SPORTELLI ANTIVIOLENZA EFFICACIA ED EFFICIENZA NELLA DISPONIBILITA’ - INFORMAZIONE E FORMAZIONE”
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“OBBLIGO APERTURA SPORTELLI ANTIVIOLENZA EFFICACIA ED EFFICIENZA NELLA DISPONIBILITA’ - INFORMAZIONE E FORMAZIONE”
ALL’ILL.MO SIG. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ALL’ILL.MO ON. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
ALL’ILL.MO ON. MINISTRO DEL MINISTERO DELLE PARI OPPORTUNITA’
I sottoscritti promotori
Rosaria Tiziana Fraterrigo, nata a Gela il 28.06.1966, Presidente Giunta MIDATT,
Daniela Greco, nata a Siracusa il 27.07.1966, fondatrice del MIDATT,
Selene Redaelli, nata a Vimercate il 22.12.1965, componente Giunta MIDATT,
Valentina Pistis, nata a Iglesias il 27.05.1985, coordinatrice Macro Area Sardegna-Sicilia
in nome e per conto del movimento Midatt, con sede in Seregno, Via Matteotti, 52, promuovono la presente petizione: sostenere la creazione e l’apertura obbligatoria di sportelli antiviolenza, a tutela delle donne, di qualunque età e sottoposte a qualsiasi discriminazione, con riferimento alla Convenzione di Istanbul del 27.09.2012, alla quale l’Italia ha aderito (senza ratifica) e alla recente Carta dell’ONU, del 15.03.2013, per la prevenzione ed eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne.
A tal proposito l’Italia, sembra a tutt’oggi, in relazione al numero di omicidi avvenuti, non aver aderito pienamente alle richieste di cui sopra, non osservando PREVENZIONE, PROTEZIONE E PERSEGUIBILITA’.
Pertanto l’obiettivo è l’apertura obbligatoria dei centri anti–violenza nell’intero territorio nazionale, ogni trentamila abitanti.
Chiediamo
All’Illo mo Sig. Presidente
All’Illo mo Sig. Presidente del Consiglio
All’Ill.mo Onorevole Ministero delle Pari Opportunità
di dare voce a questa petizione per difendere i diritti dell’essere donna, della sua libertà di scelta, di movimento, di salute, di credo religione, di associazione, di lavoro, della salute, affinché nessuna donna debba vivere nel terrore e nella paura di essere maltratta, abusata, aggredita, violentata fino all’estremo atto di morte, e affinché ogni donna sia consapevole della vicinanza delle istituzione nelle situazione a lei più difficile, affinché ogni donna possa chiedere aiuto senza timore di trovare una porta chiusa.
L’apertura degli sportelli antiviolenza con un adeguato ed efficiente supporto di personale qualificato, possa essere un primo strumento valido, al quale la donna possa rivolgersi per trovare un aiuto concreto e una valida soluzione a difesa dei maltrattamenti subiti.
Le vittime di violenza vanno ascoltate, consigliate, senza limiti di tempo, vanno loro offerti consulenza giuridica e un alloggio qualora ne abbiano bisogno, vanno incoraggiate all'autonomia e a inserirsi nel mondo del lavoro.
Confidiamo quindi nella Vostra autorevolezza per il rispetto assoluto della dignità umana dell’essere donna, programmando, legiferando ed intervenendo, in merito, nel minor tempo possibile.
Seregno, 30.03.2013
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