Non c'è concorrenza leale fra i mercati del lavoro se le condizioni socio-economico sono troppo diverse e sono indice di diritti non assicurati.
Abbandonando il sito Omsa di Faenza, la Golden Lady arreca danno non solo ai 350 dipendenti che licenzierà, alle loro famiglie e all'indotto del territorio locale, ma all'Italia intera che perde un altro pezzo della sua industria.
Vogliamo difendere il Made in Italy perché è più sostenibile ( limitando così gli spostamenti impazziti delle merci che vengono tagliate, cucite e lavate in continenti diverse) e perché esso garantisce una certa qualità del prodotto e delle condizioni di lavoro.
Con questa sottoscrizione comunichiamo al patron Nerino Grassi che scegliendo la Serbia il gruppo Golden Lady ci perde come suoi acquirenti, anche qualora le operaie verranno assunte da un'altra impresa. Daremo la nostra preferenza alle case che in primo luogo sono loro a darci benefici producendo in Italia.
Questa è la risposta doverosa della società civile. Per noi è importante.