ONESTAMENTE DIVERSI

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L’urgenza di nuove norme anti-corruzione è ormai chiara a tutti. Non solo perché l’evidenza del malaffare e della sua pervasività contribuisce, insieme agli ultimi fatti di cronaca a indebolire ulteriormente la fiducia dei cittadini, la loro partecipazione alla vita civile e l’intero sistema delle nostre istituzioni. Ma anche perché l’Italia, in questo grave momento di crisi, non può più permettersi il costo di un sistema corruttivo stimato in 60 miliardi di euro all’anno che danneggia la sua economia e mina la sua credibilità agli occhi del mondo, penalizzando chi lavora onestamente e chi vorrebbe creare nuove attività.

Noi non vogliamo una legge anti-corruzione qualsiasi. Per questo come Giovani democratici del Piemonte, insieme ad altri esponenti politici e a tutti i cittadini ai quali ci rivolgiamo chiediamo che il Parlamento e il Governo agiscano rapidamente e decisamente, ciascuno per la sua parte.

In questi giorni, il Parlamento sta approvando un testo di legge che prevede - fra le altre – un importante disposizione, con la quale si delega il Governo ad adottare entro un anno un decreto per escludere da qualsiasi carica elettiva e dalle cariche  di Governo coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva a più di 2 anni di reclusione per reati di criminalità organizzata e contro la pubblica amministrazione, nonché per tutti i delitti con pena detentiva superiore nel massimo a 3 anni.

Ci appelliamo dunque in primo luogo al Governo, perché adotti nel minore tempo possibile, e comunque in tempo utile per le prossime elezioni, i decreti attuativi della legge anticorruzione.

Questa disposizione contenuta nella legge anticorruzione insieme alle altre, ad esempio quelle in tema di trasparenza dell’attività amministrativa, incompatibilità degli incarichi, giudizio di responsabilità amministrativa nei confronti del dipendente pubblico che ha causato un danno all’immagine della p.a. e all’introduzione dei reati di traffico di influenze illecite e corruzione tra privati, per quanto fondamentale e necessaria, non è sufficiente. Per questi motivi ci sentiamo impegnati e  vogliamo che anche  l’opinione  pubblica faccia sentire  la sua voce  affinché  in Parlamento si approvino tempestivamente le norme per ripristinare il reato di falso in bilancio e per introdurre i reati di autoriciclaggio e voto di scambio mafioso, affinché si intervenga sulla prescrizione dopo gli effetti negativi della cosiddetta ex-Cirielli.

Abbiamo bisogno di strumenti più incisivi per combattere le provviste di fondi neri e l’occultamento di patrimoni e per colpire al cuore quei fenomeni di illegalità che recano un danno irreparabile alla politica. Perché non è più tollerabile che nella nostra società si abbassi la soglia di allarme per la legalità e che ci possa essere qualche furbo che eludendo la legge può essere meno onesto, e quindi sostanzialmente meno uguale degli altri

Siamo però consapevoli che le misure necessarie a garantire un corretto rapporto di fiducia fra cittadino e politica non possono limitarsi a provvedimenti legati a decisioni della Magistratura. La Costituzione chiede a chi ricopre cariche pubbliche di comportarsi "con disciplina e onore" a tutela del buon andamento della pubblica amministrazione, ma soprattutto a tutela della fiducia dei cittadini verso le istituzioni.

Per questo, ribadiamo l'essenziale ruolo di responsabilità che devono assumersi tutti i partiti politici, adottando regolamenti interni e codici etici (alcuni già lo fanno) che possano permettere l'esclusione di soggetti i cui comportamenti ne mettano in dubbio la credibilità; anche se non condannati con sentenza definitiva. Ma neppure i regolamenti interni, da soli, possono bastare in assenza di un forte rilancio dell’idealità della politica, dei suoi fondamenti morali e culturali, della condivisione di valori etici.

Vogliamo quindi dare inizio a un'importante campagna politica, amministrativa e culturale, nella quale abbiamo intenzione di coinvolgere tutti i soggetti della società civile, organizzati e non organizzati, che la condividono; perché pensiamo che è necessario coniugare la proposta con l'esempio concreto dato dall'azione politica e da chi la rappresenta nelle istituzioni; abbiamo ben chiara quale sia la posta in gioco nella tenuta della democrazia e delle garanzie concrete per i cittadini; garanzie che solo la democrazia può fornire. Noi continueremo a fare la nostra parte per difendere le istituzioni della Repubblica e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

Verità, trasparenza, partecipazione e competenza devono essere beni collettivi di cui chi amministra nell’interesse di tutti deve avere la massima cura.

 Torino 26/10/2012

Questo appello è firmato da un gruppo di giovani amministratori, dirigenti politici di Giovani Democratici e del PD e operatori della giustizia e si inserisce nel quadro della campagna nazionale GD "Alta Partecipazione". Chiunque può aderire.

L'appello verrà presentato nel corso di un'iniziativa pubblica il prossimo venerdì 9 novembre alle 21, presso il Circolo ARCI NO.A. di Corso Regina Margherita 154, a Torino.

Per adesioni, inviare una mail all'indirizzo matteo.dipietro@camera.it o telefonare al 338.1917453.

 

Firmatari:

Paolo Furia - Segretario Giovani Democratici del Piemonte

Nicola Dessì - Segreteria Giovani Democratici del Piemonte

Anna Rossomando - Forum Giustizia PD

 

Marco Sartorello

Giorgio Gozzellino

Andrea Benedino

Elio Benvenuti

Paola Bragantini

Guglielmo Brugnetta

Daniele Capolupo

Matteo Cavallone

Jacopo Cirio

Nadia Conticelli

Emanuele Durante

Alessandra Gebbia

Enrico Mattiuzzo

Roberto Montà

Irene Pino

Alessandro Portinaro

Lorenzo Puliè Repetto

Filippo Stramaccioni

Teresa Toscano

Alessandro Travaini

Fabrizio Dulla

Lucia Centillo

Daniela Todarello

Riccardo Vecchione

Serena Sasanelli

Francesco Mele

Claudio Cerrato

Alessandra Perri

Patrizia Chirico

Tina Pepe

Simone Dulio

Claudio Ferrentino

Bashir Hersi

Luca Bosonetto

Francesco Daniele

Roberto Piumatti

Luca Verre

Andrea Carapellucci

 

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