- No allo smantellamento del CMM, rilancio degli stabilimenti di Papigno e apertura di un tavolo permanente di confronto su politiche e sviluppo culturale –
-Al Sindaco del Comune di Terni
e p. c. Al Consiglio Comunale di Terni
PREMESSO
Che il programma sottoscritto da tutta la coalizione affermava: “E’ strategico il rapporto con l’Università per la creazione di humus culturale e competenze sia nel campo audiovisivo sia nel campo del managment del turismo, quello con Cinecittà Studios per lo sviluppo del territorio e l’apertura verso grandi produzioni internazionali, quello con il CMM per le strutture a disposizione di produzioni televisive”.
CONSIDERATO
•che le Ex Officine Bosco (CMM), lo stabilimento di Papigno e la Ex SIRI (CAOS) sono espressione della storia industriale, culturale e artistica di Terni;
•che perseguire le finalità iniziali del CMM, con la messa a regime dello stabilimento di Papigno, riconsegnerebbe alla città luoghi culturali, di produzione e alta formazione affinché diventino volano di sviluppo economico, sociale e culturale della città con ricadute positive per il turismo;
•che il declino del CMM e il mancato sviluppo degli stabilimenti di Papigno, nonostante il partenariato con Cinecittà Studios, sono il frutto di scelte politico-amministrative non adeguate e non sono da attribuirsi al fallimento dei progetti industriali originari;
•che tale situazione ha creato più di 250 disoccupati, decine di sottooccupati e una emigrazione intellettuale sia di giovani formatesi a Terni che di professionisti nel settore. Riteniamo grave questo fenomeno per la perdita di risorse intellettuali ed economiche per il territorio.
I SOTTOSCRITTI E SOTTOSCRITTE FIRMATARI DELLA PRESENTE PETIZIONE CHIEDONO
attenzione ed un atto di sensibilità politica e manageriale da parte di tutti i responsabili;
che gli studi A, B, C e D del CMM non vengano smembrati e dati ad altra destinazione d’uso diversa da quella originale e, invece, se ne avvii il rilancio mediante la scelta di partner e manager esperti nel mercato audiovisivo, televisivo e dell’alta formazione;
che tale rilancio non può avvenire se non si considera come facenti parte di un unico blocco i teatri di posa A e B, i teatri C e D, la sala congressi e la palazzina adiacente (area scuola);
che per l’attuale USI SpA si prevedano due core business uno fondato sull’attuale attività dell’USI SpA e l’altro centrato sulla produzione culturale, televisivi, audiovisive e dell’alta formazione. A questo fine è necessario che i proventi derivati dall’utilizzo degli spazi e attrezzature del CMM siano impiegati, da subito, nella manutenzione degli stessi e non vadano nella ragioneria generale dell’USI SpA per altri fini;
che si apra un tavolo permanente di confronto per avviare una progettualità che coinvolga le istituzioni, l’Università, l’Istituto d’Arte, gli operatori del settore, Umbria Film Commission, le associazioni interessate e la cittadinanza sulle ipotesi di rilancio del CMM, degli stabilimenti di Papigno e dello sviluppo culturale di Terni.