Petizione al MInistro degli Esteri a favore degli avvocati turchi arrestati l'11/6/2013 ad Istambul
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la notizia dell'arresto in Turchia di numerosi avvocati, eseguito nel pomeriggio di ieri 11 giugno, desta fortissima preoccupazione.
Secondo le notizie diffuse dai mezzi di informazione diversi legali in toga sarebbero stati arrestati all'interno del palazzo di giustizia che, come ha fatto rilevare il presidente dell'Ordine di Istanbul, “è lo spazio di lavoro dei nostri Colleghi ed è il loro santuario”.
Sembra addirittura che alcuni avvocati siano stati arrestati con il solo addebito di avere assunto la difesa di manifestanti contro il governo turco.
Pur non entrando nel merito di questioni interne di un altro Paese, gli avvocati italiani osservano che l'arresto di Colleghi turchi per le difese che hanno assunto o per le opinioni che hanno manifestato costituisce grave violazione dei diritti fondamentali e della dichiarazione dei diritti dell'uomo e pone – se i fatti verranno accertati - la Turchia, Stato in predicato di entrare nell'Unione Europea, al di fuori del consesso dei paesi civili.
Appena venuti a conoscenza del fatto gli avvocati italiani si sono mobilitati.
L'OUA, organismo politico dell'avvocatura italiana, ha diramato un comunicato stampa di protesta e di solidarietà nei confronti dei Colleghi turchi.
Per iniziative individuali è stato creato su facebook un gruppo di protesta nel quale in meno di dodici ore sono confluiti oltre mille avvocati.
Questo gruppo, convinto di interpretare il pensiero della quasi totalità degli avvocati italiani, chiede che il Governo Italiano ed il Ministro degli Esteri assumano ogni opportuna informazione per verificare innanzitutto la veridicità delle notizie e, ove queste risultino confermate e persista lo stato di fermo o arresto dei Colleghi turchi, adottino ogni iniziativa diretta ad ottenere la immediata scarcerazione degli avvocati arrestati e la tutela del diritto di difesa loro e di tutti i cittadini turchi
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