Il Nuovo Partito d’Azione richiede l’introduzione di un’imposta patrimoniale rivolta alla parte più ricca della popolazione, ossia una forma di tassazione che si basa sul patrimonio del cittadino, non solo sul suo reddito. Essa avrebbe quattro aliquote che considerano il valore del patrimonio dai 500 mila euro in su, escludendo il valore della prima casa:
• 1 per cento per la quota compresa tra 500.000 e 1 milione di euro;
• 1.5 per cento per la quota compresa tra 1 e 2 milioni di euro;
• 2 per cento per la quota compresa tra 2 e 5 milioni di euro;
• 2.5 per cento per la quota eccedente.
Con queste quattro aliquote, nonostante l’introduzione di una franchigia sulla prima casa, si otterrebbero dai 40 ai 50 miliardi di euro l’anno. Tra le altre caratteristiche dell’imposta patrimoniale vi sarebbero le seguenti:
• Progressività sugli scaglioni del patrimonio complessivo;
• Non sarebbe ‘una tantum’, ma durerebbe per dieci anni: si pensi al fatto che l’ISF (l’imposta patrimoniale francese) è una imposta patrimoniale del tipo ordinario che è in vigore sin dal 1986;
• Si applica ai nuclei familiari e non ai singoli individui;
• Si considera la situazione patrimoniale del nucleo familiare;
• Vengono inclusi nell’ammontare assoggettato ad imposta patrimoniale i capitali portati legalmente all’estero.
• Sono esclusi dal calcolo i beni strumentali e dell’impresa;
• La TPPC è una imposta patrimoniale di tipo dichiarativo come l’ISF francese. La patrimoniale richiede un nuovo modello di autocertificazione. Una volta aggiornati i dati catastali, la dichiarazione dovrà essere coerente con l’imposta stessa.
Tutti coloro che credono come noi nelle potenzialità risanatrici della Imposta Patrimoniale firmino questa petizione.