Petizione per il Lodigiano e l'Italia libera dal nucleare

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Consapevoli che la scelta di costruire nuove centrali nucleari nel nostro bellissimo e difficile Paese sia una grande questione democratica e nazionale, prima ancora che ambientale, economica e sociale; convinti che le alternative al ricorso al nucleare esistono e sono non solo il risparmio e l’efficienza energetica ma le energie rinnovabili in grado di colmare in pochi anni il fabbisogno nazionale di energia elettrica e in grado di produrre, rispetto al nucleare, molti più posti di lavoro e di contribuire a farci uscire dall’attuale crisi economica in modo più equilibrato ed efficace; convinti che la strada maestra per alleare “sostenibilità” e innovazione dei processi economici sia oggi quella della economia verde, da sostenere con incentivi e con un Piano energetico nazionale, così come stanno facendo i paesi più avanzati e moderni ; giudicando assai poco responsabile il comportamento della Dirigenza Enel che si appresta a fare da garante e da “cassa” al finanziamento delle prime 4 centrali elettronucleari modello EPR, mettendo a rischio per questo obiettivo risorse provenienti da un diffuso azionariato popolare e da un consistente capitale pubblico detenuto da Cassa depositi e prestiti e dal Ministero dell’Economia; ricordando a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione che – malgrado l’Enel sia riuscita in questi ultimi anni a contravvenire apertamente ad almeno un obbligo definito con precisione da uno dei quesiti del Referendum del 1987 - per superare complessivamente quello “storico” pronunciamento popolare sarebbe opportuno un nuovo pronunciamento di eguale portata costituzionale; preoccupati per le inevitabili spaccature sociali che si verificheranno all’interno dei territori scelti per l’insediamento delle nuove centrali con pressioni, minacce di commissariamento e compensazioni, e tra questi e i territori confinanti che invece rifiutassero la monetizzazione del rischio e dei danni alla salute e all’ambiente; ritenendo ingiusto, rispetto al diritto alla vita e al diritto all’uguaglianza di trattamento delle persone, esporre consapevolmente le popolazioni residenti in prossimità delle nuove centrali nucleari, anche se indennizzate, ad una quantità di radiazioni che innalzano significativamente la percentuale di probabilità di tumori e di morte; considerando l’intero territorio italiano di grande valore paesaggistico e difficilmente identificabili grandi aree scarsamente popolate; dunque non ritenendo moralmente accettabile creare una forte disparità di trattamento tra i cittadini che vivono in aree ad alta concentrazione urbana, tenute opportunamente il più lontano possibile dai nuovi insediamenti nucleari, e cittadini residenti in piccoli Comuni, costretti a subire la convivenza con il nucleare vicino casa e ad essere coinvolti in specifici “Piani di sicurezza ed evacuazione” che gli standards internazionali prevedono obbligatori nel raggio di 15 chilometri dalla centrale; considerando che “questo” nucleare modello EPR, definito di terza generazione-plus, per ammissione degli stessi tecnici e ingegneri che lo hanno progettato, non è che una evoluzione della generazione precedente di reattori, e che il dibattito del mondo scientifico internazionale è giunto ad affermare che il nucleare totalmente “sicuro” non esiste ancora, anche se il nucleare di quarta generazione ( disponibile forse tra venti anni) rappresenterebbe un salto di qualità per quanto riguarda la tecnologia di produzione e l’affidabilità dei meccanismi intrinseci di sicurezza; richiamandoci ai principi che hanno ispirato sia la “ Carta della Terra”, sostenuta da tanti premi Nobel e approvata dall’Unesco, sia l’Enciclica “ Caritas in Veritate” per quanto riguarda la salvaguardia del creato, la democratizzazione dell’energia a livello globale, la sobrietà degli stili di vita, la violenza sull’ambiente, la tutela della salute e il rispetto della persona; esprimendo forte preoccupazione per le ipotesi localizzative delle nuove centrali, che annoverano anche quella di Caorso (Pc), divisa dal Lodigiano dal solo fiume Po, e distante pochissimi Km in linea d’aria dal Capoluogo Lodi (e da tutto il Lodigiano in genere). chiediamo Ai Parlamentari del Territorio, alla Regione Lombardia, alla Provincia di Lodi, ai Candidati alle Elezioni Amministrative del 28 e 29 Marzo 2010, di esprimersi chiaramente contro il Nucleare e di impegnarsi strenuamente contro l’ipotesi di insediamenti nucleari presso la centrale di Caorso (PC). l’indizione di un Referendum popolare nazionale per abrogare le parti o gli articoli più specifici favorevoli al nucleare contenuti nella Legge 99 del 2009, utilizzando le disposizioni previste dall’articolo 75 della nostra Costituzione; l’attivazione di una grande e capillare Campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione - che potremmo chiamare “ Energia per la vita”- che prepari una adeguata raccolta di firme a sostegno del quesito o dei quesiti referendari; la costituzione di una “ rete” orizzontale, diffusa su tutto il territorio nazionale, aperta a tutti i gruppi e le associazioni di volontariato civile, sociale, ambientale su piattaforme pluralistiche e inclusive non solo di diversità culturali ma di interessi economici e sociali vastissimi: dai sindacati agli ordini professionali, dai settori dell’edilizia ai giovani ricercatori, dagli azionisti di Enel alle imprese impegnate nelle fonti rinnovabili, dalle imprese agricole alla piccola e media impresa, dagli urbanisti alle associazioni dei consumatori, dai medici dell’ambiente e del lavoro agli oncologi, dai docenti agli esponenti del mondo scientifico; la creazione in ogni Comune, in ogni provincia, in ogni Regione di un Tavolo di confronto e di iniziativa che susciti la più ampia partecipazione e svolga una azione di “servizio” disinteressato a sostegno della prospettiva referendaria; l’apertura di un dibattito libero e forte su Internet perché ci sia un movimento di pensiero e di opinione in grado di diventare comunicazione sociale e “onda democratica”; la convocazione entro il 2010 degli Stati generali a livello nazionale di tutti quegli attori - singoli, gruppi, associazioni- attivi nel volontariato insieme ad esponenti del mondo scientifico, giuridico, economico, sociale e politico; di tutti quei portatori di una sensibilità democratica, ambientale e sociale, a vario titolo, sostenitori dell’economia verde, del risparmio energetico e della mobilità sostenibile, delle fonti rinnovabili alternative al nucleare, della tutela del territorio e della salute, insomma dell’energia per la vita che unisce il Paese, mentre il nucleare lo spacca e lo divide; il pieno rispetto e appoggio da parte di tutte quelle forze politiche, sindacali e imprenditoriali - davvero preoccupate per la coesione nazionale e interessate a promuovere insieme, per il futuro dell’Italia, un modello economico basato sulla sostenibilità sociale e ambientale- delle forme organizzative che verranno discusse e decise autonomamente dagli Stati generali a sostegno del progetto referendario; la individuazione e definizione del quesito o dei quesiti referendari, dopo ampia e approfondita discussione coinvolgendo diversi livelli di competenza e chiedendo a Università, a forze politiche e sociali la messa a disposizione delle migliori energie giuridiche e scientifiche per arrivare a posizioni chiare e condivise, senza che nessuna parte si senta esclusa o sottovalutata oppure tentata di appropriarsi unilateralmente della campagna referendaria; la sospensione da parte del Governo di ogni decisione riguardo al ricorso al nucleare civile, in attesa del futuro responso referendario, ancora più importante come esplicito pronunciamento popolare visto che, nelle prossime elezioni regionali del marzo 2010, per volontà del Ministro Scajola, i cittadini italiani si recheranno alle urne completamente all’oscuro dei possibili siti già individuati per le prime 4 nuove centrali nucleari ; la cancellazione da parte della dirigenza Enel della campagna pubblicitaria unilaterale se non ideologica a sostegno del ritorno al nucleare e, piuttosto, una azione più responsabile e dinamica per dislocare maggiori risorse finanziarie per la promozione, incentivazione e diffusione delle energie rinnovabili, non solo all’estero ma anche, se non soprattutto, in Italia.
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11. pierluigi filipazzi | Sottoscrivo questa petizione
26 February 2010
10. angelica navanni | Sottoscrivo questa petizione
25 February 2010
9. Giusi Dossena | Sottoscrivo questa petizione
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Destinatario della petizione:
Governo della Repubblica, Parlamentari del Lodigiano, Regione Lombardia, Provincia di Lodi, Candidati alle Elezioni del 28 e 29 Marzo 2010
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