• Il Comune di Palestrina è disciplinato, ai fini urbanistici, da un Piano Regolatore Generale approvato con delibera di Giunta Regionale n° 4339 del 08/10/1979;
• Con delibera n° 71 del 12/12/2001 veniva adottata la variante di aggiornamento al P.R.G. per la salvaguardia del territorio e per l’adeguamento dei Servizi Pubblici;
• Considerato il parere preventivo della Soprintendenza Archeologica del Lazio ai sensi degli artt 146 e 152, comma 2 D.Lvo 42/2004 (prot. MIBAC-SBA-LAZ n° 7669 del 27/07/2009);
• In data 26 Marzo 2004 è stato adottato, in variante la P.R.G. vigente, il Programma Integrato di Intervento, ai sensi della L.R. 22/97, per la riqualificazione urbanistica del Comprensorio in località “Valle Zampea – Via Ceciliana”, in variante al P.R.G. vigente L.R. 22/97 art.4 e L.R. 36/87 art.5;
• In data 22 Aprile 2011 Il Consiglio Comunale della Città di Palestrina, con delibera n° 23 del 22/04/2011, ha approvato gli elaborati progettuali acquisiti dal Comune con protocollo n° 0012975 del 30/07/2010 (costituiti da una relazione esplicativa e da un elaborato grafico “Individuazione aree oggetto di cessione e zonizzazione e tipologie di intervento”), risultanti compatibili con le esigenze di tutela del complesso archeologico portato in luce in sede di sondaggi archeologici preventivi, richiamando le prescrizioni previste dalla D.G.R. n° 292 del 23/05/2006 di applicazione del piano;
• In data 16/05/2011 con prot. gen 8786 gli attuatori del P.I.N. hanno presentato al Comune di Palestrina il Progetto Esecutivo delle opere di urbanizzazione;
• Tale previsione progettuale, in Luglio 2010 ha comportato lievi modifiche alle superfici a verde, parcheggi, sedi carrabili,, sedi pedonali, il tutto senza modificare la superficie complessiva da cedere per standard urbanistici al Comune di Palestrina;
• Tali varianti non comportano variante allo strumento urbanistico in quanto rientranti tra le fattispecie previste dall’art.1 bis della L.R. 36 del 2 Luglio 1987, modificata ed integrata dalla L.R. 21 del 11 Agosto 2009 (Piano Casa);
• La Giunta Comunale della Citta di Palestrina con delibera n° 111 del 09/06/2011 ha approvato il Progetto Esecutivo riguardante i lavori di realizzazione delle opere di urbanizzazione interne al Piano Integrato di Intervento “Valle Zampea”, con carattere di urgenza, ovvero immediatamente eseguibile, ai sensi e per gli effetti dell’art.134 comma 4 del T.U. approvato con D.Lgs. n° 267 del 18/08/2000;
Visto che
Il progetto per l’urbanizzazione dell’area, regolarmente presentati alla Soprintendenza Archeologica del Lazio nell’anno 2007, ricade in area vincolata ai sensi del PTPR Lazio, e già precedentemente tutelata dal vincolo archeologico indiretto a causa dell’estrema prossimità della strada basolata antica e delle prospicienti strutture appartenenti al Santuario di Ercole;
Che sono state prescritte indagini conoscitive a partire del Maggio 2007 a cura di personale specializzato e qualificato sotto la Direzione della Soprintendenza, come hanno testimoniato scatti e tavole di rilievi grafici, testimonianze presentate al pubblico nell’arco della Manifestazione “Maggio in Archeologia” in data 29 Maggio 2010 presso il Museo Nazionale Archeologico Prenestino;
Vi sono stati due tentativi nel Novembre 2008 con Arcus Spa, e nel 2009 con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comune di Palestrina d’intesa con la Soprintendenza Archeologica, di presentazione di progetti tesi alla valorizzazione ed il restauro dell’area
I tagli ai fondi ordinari del MIBAC sono stati negli ultimi anni sempre più consistenti, ed è pertanto molto difficile prevedere programmi di restauro, manutenzione e valorizzazione impegnativi come quello che servirebbe per l’area;
In mancanza delle risorse necessarie per i restauri, a scopo cautelativo le strutture rinvenute a Valle Zampea sono state ricoperte o saranno ricoperte adeguatamente con materiale protettivo e reinterrate
In data 11 Maggio con prot. N° 5630 e 13 Maggio con prot. N° 5740, sono arrivate note ufficiali a firma del Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, presso il Quotidiano” Il Messaggero” e presso il Settimanale “Il Nuovo Corriere”, nelle quali si dichiarava il mantenimento dell’inedificabilità del sito;
Chiedono
Che qualora si presentino ulteriori evidenze archeologiche, sia nelle zone in prossimità delle aree di urbanizzazione che nelle zone deputate a verde, si avviino ulteriori sondaggi archeologici, per garantirne l’integrità e la possibilità di essere patrimonio di tutti;
Che le evidenze archeologiche venute alla luce, possano essere patrimonio visibile a tutti;
che si garantisca l’integrità ed il restauro del Ponte dei Sardoni, comunemente ed erroneamente denominato “Ponte della Gescal”, attualmente ricoperto da vegetazione e sul quale transita Via Pedemomtana;
il recupero dell’area, viste le sue qualità archeologiche e per l’elevata concentrazione di siti archeologici, in essa o prospicienti (Santuario di Ercole, Via Prenestina Antica, Area cosiddetta del Mercato degli Schiavi, Ponte dei Sardoni, Villa Romana sottostante l’Ospedale “Coniugi Bernardini”);
la realizzazione, insieme all’urbanizzazione dell’area secondo le leggi vigenti, di un parco archeologico a cielo aperto costituendo come perno, proprio l’area cosiddetta del Mercato degli Schiavi, con assi pedonali di collegamento con tutte le aree archeologiche adiacenti;
qualora i futuri sondaggi archeologici preventivi rivelassero ulteriori siti di notevole interesse archeologico, di redigere un piano di recupero archeologico totale dell’area.