Premesso che:
Oggi l’esistenza stessa di Anffas Ostia Onlus, associazione di centinaia di genitori di ragazzi con disabilità gravissima, a migliaia in Italia, che nella tranquillità dell’agosto romano vive nel terrore di un prossimo incerto futuro, per le vicissitudini relative alle prestazioni per disturbi pervasivi/generalizzati (autismo) dello sviluppo, erogate da Anffas Ostia Onlus da gennaio 2007 in qualità di centro ex art 26 L. 833/1978 che continuano a protrarsi anche con l’attuale giunta regionale, pur uniformemente informata e concorde ad intervenire su una situazione nota a livello nazionale, incresciosa per la sua gravità.
Premesso che:
Sin dal primo giorno di apertura dei progetti per autismo ad oggi, sono state esperite le dovute comunicazioni al SIAR, si chiarisce quindi che i progetti sono tuttora sottoposti a verifica del servizio TSMREE Asl Roma D.
Premesso che:
Al fine di inquadrare GLI EFFETTI DEFLAGRANTI DI COMPORTAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, SIA BUROCRATICA CHE POLITICA, REITERATI PER ANNI, NON IN GRADO DI MODIFICARE ERRORI AMMINISTRATIVI riconosciuti da chiunque e DI RISPETTARE IMPEGNI PRESI CON RAGAZZI FAMIGLIE E LAVORATORI (già dall’ex vice presidente Regione Lazio e uffici il 12.1.2009, Direzione Generale Asl Roma D dal 2007 attraverso anche tutte le altre direzioni mai tramutatisi in atti definitivi), si è indicata anche la situazione delle liste d’attesa di Anffas Ostia Onlus (circa 250 persone), in funzione dell’accreditamento bloccato, a cui si aggiungeranno direttamente 260 pazienti sanitari da dimettere ed indirettamente altri 200 seguiti oltre i 200 lavoratori che perderanno il posto perché dirigenti pubblici non hanno la volontà di intervenire come fatto altrove, pur in presenza di diritti ben più ampi vantati da Anffas Ostia Onlus.
Considerato che:
Le stesse figure istituzionali in cui si crede e si è creduto profondamente, dovranno assumersi l’onere di comunicare, il 30 settembre, la chiusura di quello che la Asl Roma D, i cittadini e le Istituzioni definiscono anche in questo momento uno dei pochissimi centri impeccabili per qualità dei servizi e rispetto di ogni previsione di legge, che da certezza a centinaia di persone in difficoltà, considerandone altrettante ancora in lista viste le specifiche del territorio.
Considerato che:
Spiace ancora che le proposte di ausilio da parte dell’associazione, in vostro favore, per analizzare i reali nodi da sciogliere nel settore per recuperare denaro pubblico, siano state disattese.
Considerato che:
Quello che ferisce è aver utilizzato anche le risorse personali dei soci per non dimettere bambini in passato, ne è prova il bilancio sociale che nel 2008 Anffas sola nel territorio ha prodotto, ed essere costretti ad abbandonare 450 persone con disabilità, 250 lavoratori circa perché non si vuole veramente sconfiggere una burocrazia che ha due pesi e due misure, come si avrà modo di dimostrare facilmente inerentemente alla distribuzione dei budget per alcune strutture avvenute senza apparenti rettifiche nei documenti ufficiali, di cui si chiederà contezza per essere certi che se fine ci deve essere tutti siano stati trattati in modo eguale.
SI COMUNICA CHE:
Se alla situazione non verrà posto rimedio, almeno con la certificazione delle prestazioni per autismo 2009, utili per le anticipazioni bancarie, chi oggi ha la responsabilità politica e amministrativa della Regione Lazio e che ha garantito il proprio aiuto ad Anffas, dovrà assumersi l’onere di spegnere la speranza. È questo null’altro che l’incubo di molte madri di vedere trattati diversamente figli, già assai più speciali di quanti hanno una vita normale.
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