Preso atto che
-numerosi politici, economisti e altre figure peraltro prive di titolo e conoscenze specifici prospettano l' abolizione delle pensioni di anzianità
-che la pensione non è una regalìa dello Stato ma un trattamento dovuto a seguito dei versamenti previdenziali ai quali ogni lavoratore è tenuto
-che non è vero che le pensioni di anzianità esistono solo in Italia e in nessun altro paese europeo
-che il limite dei 40 anni di contributi non deve essere spostato perchè
a)il limite precedente è stato più volte spostato senza mai interpellare i lavoratori
b) non è vero che l' aspettativa di vita si è allungata nell' arco di 15 anni di ben 10 anni
c)40 anni di lavoro, per chi li ha fatti, sono abbondantemente sufficienti per accedere al trattamento pensionistico
d) l' abolizione di questo limite, oltre che illegittimo, non porterebbe consistenti risparmi all' erario perchè ormai è esiguo il numero dei lavoratori pensionabili prima dei 60 anni
e)non si troverebbe giustificazione al fatto che ancora oggi possano accedere al trattamento pensionistico soggettirientranti nelle"quote" che favoriscono chi è invecchiato e non chi ha lavorato, e lavora
f)che con l' abolizione del limite di cui in narrativa si creerebbe una diversità di trattamento fra coloro che sono andati in pensione e coloro che, a casua di una differenza anagrafica di un anno, si trovano a dover lavorare molti anni in più
CHIEDO
-la sottoscrizione della presente petizione che sarà inoltrata al Presidente del Consiglio, chiunque sia
-l' impegno, da parte di coloro che firmeranno la presente, a non votare soggetti o schieramenti politici che agiscono in qualunque modo contro il limite dei 40 anni di contributi ( a titolo esemplificativo: Cazzola (PdL), Crosetto (PdL), Letta (Enrico, PD), Bindi (PD), Casini (UdC), Bonino (Radicali), (Galletti, non so con chi stia), Napolitano (Presidente della Repubblica)