Richiesta di dimissioni immediate del Ministro degli Esteri per la vicenda dei due marò
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Quando gli americani fanno stragi in Italia (Cermis) e manomettono le prove (aereo gia' in riparazione dopo i fatti, nastro distrutto dai piloti) abbiamo il danno, quando i nostri militari che operavano in acque internazionali (!) sono ceduti all'ira popolare dell'India per timore di ritorsioni economiche abbiamo la beffa.
E' d'uopo che il Ministro degli Esteri rassegni immediate dimissioni per aver compiuto ben tre errori consecutivi con riferimento alla vicenda dei due marò:
1/ aver consegnato i marò all'India nonostante i fatti siano avvenuti in acque internazionali;
2/ aver dato formali garanzie circa il rientro dei marò rimangiandosi la parola data e quindi annullando il rientro dei marò in India;
3/ aver annullato l'impegno con il Paese e con le famiglie dei due marò, invocando la necessità del rispetto di un accordo fra Stati.
Se questo non bastasse, nella vicenda si sono innestate questioni grottesche, come le dichiarazioni sull'assenza di rischio di pena di morte come contropartita che avrebbe spinto il ministro a trattenere temporaneamente i marò in Italia, laddove invece permane il rischio di pena di morte stando al ministro della Giustizia indiano, smentito da quello degli Esteri indiano.
Si tratta evidentemente di due dietrofront capaci di travolgere la diplomazia italiana in una débâcle senza precedenti.
La questione non è l'innocenza o la colpevolezza dei nostri militari, in quanto da appurare, bensì il fatto che deve secondo il diritto internazionale costoro vanno giudicati in Italia, dove peraltro sono già state formalmente avviate indagini a loro carico.
Per queste ragioni, il Ministro degli Esteri Terzi dovrebbe immediatamente rassegnare le dimissioni ed il suo successore dovrebbe trovare una soluzione diplomatica che consenta l'applicazione del diritto internazionale e quindi l'immediato rientro dei due marò in Italia affinché possano essere giudicati per i reati ipotizzati a loro carico.
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