Richiesta pubbliche scuse a causa dell'articolo di Bruno Volpe sulla morte di Francesco Pinna

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Riporto integralmente il testo dell'articolo di Bruno Volpe pubblicato sul sito: http://www.pontifex.roma.it "A Trieste, mentre si montava una tribuna per il concerto di Jovanotti, un crollo improvviso è costato la vita ad un operaio e diversi feriti. Piangiamo una vittima senza colpa, preghiamo per lui e chiediamo sia fatta giustizia, indipendentemente dal nome o dal passato di chi sia responsabile per colpa. Davanti alle morti sul lavoro occorre massima fermezza, in quanto non è pensabile lasciare la vita e la famiglia per pochi soldi, mentre artisti e vip ingrassano. Detto questo, passiamo al resto. Ricorderete che una settimana fa, Fiorello si esibì con il suo penoso "salvalavita Beghelli", alludendo e facendosi apostolo del profilattico, dunque incoraggiando via etere il libertinaggio sessuale, quindi il peccato mortale? Bene, in quella circostanza, Fiorello ebbe come partner proprio Jovanotti, colui il quale avrebbe dovuto esibirsi a Trieste. Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente ... ... acché Satana ci metta alla prova. Una specie di "catechismo del male", giusto percorso spirituale, che ogni uomo deve affrontare al fine di santificare la propria vita, mediante fortezza e virtù. Una positiva conseguenza del crollo è stata la sospensione del concerto di questo menestrello del vietato vietare, del tutto è permesso, della vita sregolata e dell'incitamento ad ogni scompostezza esistenziale. Da questo e solo da questo punto di vista, esiste una giustizia divina che si oppone alla volgarità ed al libertinaggio senza censura, anzi, avallato da nomi noti che, così facendo, si fanno portatori di voce del Maligno. Su certi avvenimenti della storia e nella storia, occorre meditare e riflettere, senza fingere che non riguardi noi e le nostre condotte scellerate ed offensive. Chi violenta il genere umano, chi istiga alle perversioni, non piace a Dio, in quanto degno servitore del Suo nemico, dell'angelo perverso e corruttore che è "principe di questo mondo" e che va combattuto, non appoggiato. Questa è fede, non è invenzione o superstizione, questo è scritto anche nel Catechismo delle scuole elementari. Speriamo che il concetto lo capisca, piangendo una morte, anche Jovanotti. Sappiamo bene che queste parole susciteranno le ire e gli insulti di uomini di poca fede o di siti di spam, ma di loro: "chissenefrega"." L'articolo riportato rappresenta, secondo me, un insulto al dolore dei familiari del giovane Francesco Pinna e al tempo stesso contiene i semi di sentimenti negativi, misantropici, di odio verso chi la pensa diversamente e d’ignoranza legata a fondamentalismi pericolosi. Ognuno ha il dovere morale, indipendentemente da razza e nazionalita’, fede politica e credo religioso, di riflettere su episodi come questo, per evitare che concetti inneggianti a una “giusta morte” funzionali a una pseudo-catechizzazione vengano stroncati sul nascere. Voglio procedere ad analizzare il testo per spiegare le ragioni di questa petizione. L’articolo inizia con il riferimento alla morte del giovane studente-operaio Francesco Pinna, morto sul lavoro mentre si procedeva con il montaggio di strutture in un Palazzetto dello sport a Trieste in vista del concerto di Lorenzo Jovanotti. L’autore richiama all’attenzione la necessità di far luce sulla vicenda e sulla fare giustizia contro i colpevoli, unendosi al dolore per la giovane morte. Ma dopo questo inizio giustissimo e onorevole, sbrigato in poche righe, Bruno Volpe sposta subito l’attenzione sul vero motivo dell’articolo, ossia la sua battaglia contro coloro che informano circa il necessario e corretto uso di uno strumento medico di igiene e profilassi come il preservativo, mondialmente riconosciuto come fondamentale nel combattere una serie non breve di malattie, alcune delle quali altamente debilitanti quando non addirittura mortali. Gia’ questo utilizzo strumentale della notizia della morte di Francesco, usata per catturare l’interesse dei lettori per poi indirizzarlo verso tutt’altro argomento e’ deontologicamente disdicevole, deplorevole e condannabile. Infatti l’autore parla di una morte legata alla punizione “indiretta” indirizzata a Jovanotti, “colpevole” di aver accompagnato qualche giorno prima lo showman Rosario Fiorello durante uno sketch incentrato sull’uso del profilattico (lo sketch era stato ispirato dal caso –quello si’, vergognoso e esecrabile – nato quando la Rai ha proibito di usare la parola “preservativo” durante i telegiornali nazionali in onda nel corso della giornata mondiale della lotta contro l’AIDS), di una morte funzionale a colpire Lorenzo Jovanotti e farlo riflettere sul suo comportamento. L’autore, però, confonde i concetti davanti al lettore, parlando dapprima di un Dio che “non chiede sofferenze agli umani”, poi di un “Satana che ci mette alla prova”, di “catechismo del male” di “giusto percorso spirituale” e infine di “giustizia divina”. In modo che alla fine non si capisce se nelle sue intenzioni, la morte di Francesco sia stata voluta da Dio o da Satana. In sostanza, riassumendo le parole di Bruno Volpe, un giovane studente-operaio è morto sul lavoro perché stava lavorando onestamente per montare un palcoscenico per il concerto di un cantautore che pochi giorni prima aveva accompagnato uno showman durante un suo sketch ironico sul profilattico e questa morte ingiusta, violenta, terribile, e’ stata voluta dal divino per catechizzarci sul divieto di usare uno strumento che invece potrebbe salvarci la salute e la vita. Al di la’ del tortuoso e quasi capzioso procedimento logico seguito da Bruno Volpe per legare Jovanotti che parla di preservativi e la morte di un ragazzo che lavorava, quello che avvilisce e indegna e’ che sia stato consentito di pubblicare un articolo così irritante, un'offesa gravissima al sacrosanto diritto al silenzio pubblico di fronte alla morte e al dolore, una sozzura del sacro altare (superiore a qualsiasi religione di qualsiasi epoca) del cordoglio per la perdita di un caro. Quella a cui siamo di fronte e' una mancanza davvero gravissima, che non puo’ essere cancellata con alcuna punizione. Ecco cosa manca nei concetti e nelle idee che l’articolo sottende: nell’idea dell’autore il mondo e’ visto come una lotta continua tra Bene e Male a suon di punizioni, morte, dolore e distruzione contro il genere umano, quando invece si dovrebbe vedere il percorso tra vita e morte di ogni individuo come un’esperienza unica e irripetibile, durante la quale cogliere a piene mani emozioni e sensazioni, cercando di avvicinarci a quella felicita’ a cui abbiamo diritto, evitando di causare deliberatamente la sofferenza altrui e godendo con gli altri del meraviglioso mistero della vita, glorificando tale mistero con la sua esaltazione, non la sua mortificazione e ringraziando per ogni attimo vissuto veramente. Sono fermamente convinto che di fronte a un gesto così brutto, volgare, ignorante e (esso sì) blasfemo ci siano i presupposti per questa petizione che cerchi di dare una parvenza di rimedio con la quale si invita il sito che ha pubblicato l’articolo a dare pubbliche scuse ai familiari della giovane vittima e a sospendere temporaneamente Bruno Volpe dalla pubblicazione di articoli e commenti sui mezzi di comunicazione pubblici.
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