Nei Quadri orario previsti dalla Riforma della Scuola Secondaria di II grado l’insegnamento delle Lingue comunitarie diverse dall’Inglese viene drasticamente limitato e spesso è reso possibile soltanto attraverso la quota di flessibilità riconosciuta all’autonomia delle scuole per attivare insegnamenti opzionali.
Questa operazione è delicata, richiede necessariamente la riduzione di altre discipline già peraltro previste dal Ministero nel Piano di studi e non assicura continuità.
Inoltre nella Scuola Media la scelta di una seconda Lingua straniera diventerà opzionale.
La scuola italiana dimentica così uno degli obiettivi strategici dei sistemi formativi scolastici europei: la conoscenza di più lingue comunitarie oltre alla lingua madre. Si pone in netta controtendenza a tutte le azioni del Consiglio d’Europa, impegnato da anni nella tutela del plurilinguismo, come condizione indispensabile per permettere ai cittadini dell’Unione di beneficiare tutti in modo paritario delle opportunità culturali e professionali offerte dal grande mercato interno senza frontiere.
Non si tratta solo di una condanna per le “seconde lingue” ma soprattutto della compromissione dell’educazione linguistica complessiva trascurando “culture” e civiltà che non sono “seconde” a nessun’altra.
Puntando al monopolio della lingua inglese, peraltro ridotta anch’essa nei quadri orario, si dimostra di ignorare che solo grazie al confronto con modelli culturali diversi la scuola può concorrere a formare persone aperte al confronto e al dialogo.
E’ davvero sorprendente che si pensi ad un apprendimento linguistico monolingue persino in una regione autonoma e di confine come il Friuli - Venezia Giulia , della cui “specialità” il plurilinguismo è uno degli aspetti fondanti, e da sostenere (basti pensare alla recente istituzione dell’Euroregione).
In questa fase di attesa della approvazione definitiva della Riforma della Scuola Secondaria di II grado, sosteniamo con convinzione l’imprescindibilità dell’educazione plurilinguistica e chiediamo che venga garantito lo studio delle Lingue comunitarie nella Scuola Secondaria di I e di II grado.