Sì alla consultazione dei votanti prima di scegliere una data per le elezioni!
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Elezioni amministrative 2016: si è registrata un'affluenza molto scarsa. L'affluenza alle urne rilevata alle 23.00, in tutto il territorio nazionale, è ferma al 62,14 %. Nelle precedenti omologhe aveva votato il 67,42 %.
Cosa comporta questo astensionismo? Un precarietà dei risultati in molti comuni italiani, in cui l'unico modo per avere un risultato definitivo sarà il ballottaggio.
Basti pensare alle più grandi città italiane: a Roma il testa a testa è tra Virginia Raggi (M5s) che, nonostante la grande percentuale di voti, dovra scontrarsi con Roberto Giachetti (Pd); a Milano la sfida è apertissima tra Beppe Sala (Pd) che per un soffio ha superato il il candidato del Centrodestra Stefano Parisi, a Torino la giunta uscente di Piero Fassino (Pd) dovrà battersi con Chiara Appendino del M5s.
In termini concreti, la scarsa affluenza alle urne è stata dettata da circostanze contingenti di cui non si è tenuto conto: il lungo ponte, da molti considerato un deterrente al voto, ha sicuramente influito sui dati dell'affluenza, determinando incertezza in molte parti d'Italia.
Ancora una volta il nostro Paese presenta dati elettorali incerti dovuti a una cattiva gestione dell'organizzazione delle amministrative, un appuntamento importante per ridefinire i quadri politici locali. A metà Maggio, il Ministro dell'Interno Alfano aveva dato quasi per certa la necessità di estendere la possibilità di votare anche al 6 Giugno. La sua intenzione era di presentere un Decreto Legge per legittimare l'estensione del voto oltre il 5 Giugno raccogliendo il consenso di molti esponenti politici, tra cui l'Onorevole Giorgia Meloni che aveva definito la scelta del 5 Giugno “una data infame”.
La proposta però, dopo una breve valutazione, è stata rigettata dal Premier Renzi senza alcun tipo di consultazione.
Come era prevedibile la campagna elettorale è stata accesissima, i risultati elettorali incerti e il ballotaggio inevitabile.
La conseguenza lampante è lo spreco di risorse: si andrà a rivotare il 19 Giugno per i ballottaggi. Il punto non è il ballottaggio in sé, strumento democratico imprescindibile, ma la mancata considerazione di fattori di rischio per le Amministrative: perché non si è votato anche Lunedì 6 Giugno? Perché nessuno è stato informato dell'ipotesi di prolungare, come sempre si è fatto, la possibilità di votare anche il giorno dopo all'Election Day?
Non sembrano esserci risposte a queste domande: quello che emerge è un'Italia frammnentata, insicura politicamente e con altre risorse da investire per ennesime votazioni.
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