Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti voi, ciclisti e non, perché la sicurezza stradale riguarda tutti noi. Una raccolta firme che si sta rapidamente espandendo in tutta Europa volta ad ottenere misure adeguate per la salvaguardia di chi ama muoversi in bicicletta in città. Negli ultimi 10 anni, in Italia, sono stati 2.556 le vittime di incidenti che hanno coinvolto i ciclisti. Una cifra superiore più del doppio, rispetto a un paese come la Gran Bretagna, do dave è partita l'iniziativa. Noi ciclisti italiani riprendiamo le 8 proposte rilanciate dal "Times" e le facciamo nostre, affinché, sia garantita maggiore sicurezza sulle strade. Firma l'appello, è una questione di vita o di morte:
1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati , ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
3. Dovrà essere condotto un'indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
4. Il 2% del budget dell'ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.