La vicenda Decathlon che vede coinvolta la giunta di Brugherio in qualità di killer del verde pubblico è solo l’ultimo episodio di una lunga telenovela che ha come soggetto il Parco Locale di Interesse Sovracomunale delle Cave Est (PLIS).
La storia è sempre la stessa e legata alla sopravvivenza dei comuni falcidiati dai tagli governativi. Per le giunte sprovviste di capacità amministrativa e poca sensibilità per la qualità della vita dei cittadini, non resta che ricorrere ai succulenti proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Il risultato? Sempre meno verde e tanto, tantissimo cemento, con conseguente incremento di traffico automobilistico e inquinamento.
Il Coordinamento del MoVimento 5 Stelle Martesana non può che denunciare e segnalare, al momento, la cronistoria di questo sfortunato Parco che è faticosamente nato sotto i migliori auspici ma che è stato tradito nei fatti amministrativi da diversi comuni.
Nel mese di maggio 2006 i rappresentanti di Cologno Monzese, Cernusco sul Naviglio, Brugherio, Carugate e Vimodrone, apponevano la loro firma in calce al protocollo per l’istituzione del PLIS delle Cave Est. Il fatto avveniva presso il Palazzo della Provincia di Milano in presenza dell’Assessorato competente che tanto si era adoperato nei cinque anni precedenti per definire la mappatura e non solo del polmone verde.
Ancora non era conclusa l’eco dei brindisi per l’avvenuta intesa con tanto di fanfare nei discorsi pubblici e pubblicazioni sui vari giornalini comunali che già il fronte dei paladini del verde si incrinava paurosamente.
A giugno del 2006, si noti bene a un mese esatto dalla fatidica firma, il comune di Vimodrone approvava in Consiglio comunale una variante di Piano Regolatore (località Giaggiolo in pieno Parco) che consentiva di edificare sulle sponde del Naviglio, proprio là dove fino a quel momento era impossibile farlo. Vuoi per gli effetti della Legge Regionale a protezione dei Navigli, vuoi perché era oltremodo logico salvaguardare quel polmone verde che lo stesso comune di Vimodrone aveva sottoscritto.
Stiamo parlando di una giunta di centrosinistra che allora come oggi è capeggiata da Dario Veneroni con il supporto di PD, Socialisti, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Eppure Vimodrone, prima di firmare il protocollo, aveva brigato fino all’ultimo per apportare modifiche alla mappatura locale al fine di compensare - così dicevano - la perdita dell’area destinata irrimediabilmente al mega complesso abitativo del Comparto Nordovest. Un tentativo in extremis per sanare le enormi ferite inferte al verde cittadino.
Le conseguenze dell’insano voto deliberativo hanno portato all’edificazione di diversi condomini residenziali di cui sono visibili i risultati percorrendo via Cazzaniga, proprio sulla sponda nord del Naviglio della Martesana. Chi percorrendola non dovesse orientarsi, sarà colpito da uno stabile color rosso pompeiano, una ferita inferta agli occhi per chi osserva oltre alla mancanza di buon senso del progettista e degli organi comunali competenti per averlo concesso. Ecco, è lì la zona dove si è costruito e ancora si sta costruendo.
Non meraviglia quindi, vedere oggi l’Amministrazione di Brugherio avvinghiata anima e corpo al progetto Decathlon come lo fu Vimodrone con gli speculatori locali. La pura verità sul PLIS delle Cave Est è quella di avere un argomento di facciata da spiattellare alla bisogna, pur mantenendo la sovranità sul proprio territorio.
Oggi è così e domani pure. Con questa classe politica, i peones della città dovranno ancora soffrire, e molto.