Salviamo la ferrovia Asti - Casale Monferrato

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Come pubblicato dal quotidiano "La Stampa" martedì 11 gennaio 2011 alle pagine 47 e 55 e ripreso venerdì 14 dal Telegiornale Regionale Piemontese, nell'edizione delle ore 14:00 (minutaggio da 8':38" a 10':51") l'Assessore ai Trasporti del Comune di Casale Monferrato preme affinché le FS smantellino i binari della linea Asti - Casale, in modo tale da rendere più economica la costruzione di una rotatoria lungo la tangenziale Sud. Ricordiamo che, grazie alle illuminate iniziative del Governo Cavour, il quale affermava, con un suggestivo paragone basato sulla forma del nostro bel Paese, che le ferrovie per l'Italia avrebbero dovuto assumere il ruolo del filo che cuce lo stivale, il Piemonte dispone, insieme alla Lombardia occidentale, della rete ferroviaria più capillare d’Italia, ancorché meno ricca rispetto ad un tempo. Da troppo tempo a questa parte, invece, si tenta di soffocare le linee cosiddette minori per sfinimento derivante dalla somma della mancanza di manutenzione e della sostituzione dei treni, che potrebbero tranquillamente circolare, con autoservizi, con tutti i problemi che questi comportano, tra cui ricordiamo: la soggezione al traffico veicolare, l’intrinseca pericolosità in caso di condizioni meteorologiche avverse, la bassa capienza, la velocità ridotta, l’induzione di cinetosi nei confronti di alcuni viaggiatori particolarmente sensibili; tutti inconvenienti cui la ferrovia può, almeno in una certa misura, ovviare. Nondimeno, intorno all’autoservizio ruota un mondo d’interessi, economici e non solo, duri da eliminare. Se, nel passato, si è creduto nel trasporto ferroviario, aiutati anche dal fatto che si trattava del sistema più all’avanguardia per l’epoca, l’avvento della motorizzazione individuale, aiutato da un clima di moralità non proprio cristallina ha portato, in Italia, all’affossamento delle ferrovie ed alla forte contrazione del trasporto merci, con soppressione quasi totale di quello diffuso ed a piccole partite. Paradossalmente, nemmeno la saturazione del sistema stradale ha fatto invertire questa tendenza nel nostro Paese, mentre all’estero, le ferrovie, che, peraltro, non hanno mai conosciuto il nostrano declino, sembrano godere di un rinnovato splendore, tanto da rivitalizzare linee credute, erroneamente, secondarie. Queste linee sono necessarie ad assicurare il servizio a quelle aree geografiche i cui abitanti, in caso contrario, sarebbero costretti a sobbarcarsi lunghi tragitti in autovettura od in autobus, mentre i percorsi alternativi, oltre ad essere l’unica via possibile in caso d’impedimento sul percorso principale abituale, rappresentano una via più breve per collegare località che, limitandosi ad usare il più possibile la cosiddetta rete principale, sarebbero connesse da un percorso di lunghezza maggiore, con tempi, spesso, non compensati dalle migliori potenzialità delle linee. Compito di chi programma i trasporti, ovviamente, prevedere l’istituzione di tali collegamenti, senza relegare queste linee al puro traffico regionale o suburbano. La linea Asti – Casale Monferrato – Mortara rappresenta un tassello importante di un percorso che permette dalla Costa Azzurra di raggiungere Milano o la media Valle Padana attraverso Cuneo, senza impegnare il già congestionato nodo di Torino, per cui non merita assolutamente di essere falciata in favore di una tangenziale. In altre epoche, era la strada ad avere la priorità più bassa; oggi si tende, a torto, a ribaltare la visione, facendo in modo che le ferrovie non creino soggezione alle strade! Cosa sarebbe stato se la frana avesse minacciato una strada, anche non di grande comunicazione?
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