SALVIAMO LA SAREMAR
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“Le politiche adottate in questi ultimi anni nel settore del cabotaggio marittimo e della supposta continuità territoriale si sono rivelate fallimentari e dannose sia per l’economia sarda che per le imprese. Il crollo del trasporto marittimo, ed il conseguente impatto negativo sui numeri del turismo sono davanti agli occhi di tutti e si sono ripercossi sia sul reddito dei sardi che sulla competitività dei sistemi di trasporto merci ci è stato raccontato per anni che la politica della cosiddetta flotta sarda avrebbe invertito la rotta ed avrebbe contribuito a rilanciare questi settori pur in una situazione di crisi. Tutto questo sarebbe avvenuto senza alcun aggravio per le finanze regionali e senza eccezioni da parte dell’Unione Europea”. A suo tempo Confartigianato, di fronte a una proposta politica che appariva temeraria e superficialmente impostata, chiese più volte maggiore chiarezza sui conti, ed una valutazione sui possibili risultati. Di fronte a queste richieste, di buon senso, la reazione della parte politica fu di fastidio e sufficienza. Solo oggi l’Unione Europea ci dà i dati che dovevano essere pubblicizzati dalla Regione. “Ci venne detto più volte che i conti erano a posto e che i risultati sarebbero arrivati; anche contro l’evidenza” Nel frattempo, sull'onda di questo vento demagogico, vennero approvate norme che, senza alcuna consultazione preventiva con le imprese, istituivano definitivamente la Flotta Sarda e prevedevano un sistema astruso di continuità territoriale merci. Senza tornare sulla fondatezza dei nostri dubbi e delle nostre osservazioni, oggi possiamo osservare quanto segue: La fallimentari stagioni della Flotta Sarda ha generato (dati forniti dalla Regione all'UE) un buco di bilancio della SAREMAR pari a più di 9 milioni di euro. Ed altri danni potrebbe portarci in termini di sanzioni della stessa Unione; Le altre norme frettolosamente approvate dal Consiglio Regionale, ammesso che siano utili, rimangono lettera morta e non sembrano avere alcuna prospettiva di sviluppo. Di fronte ad un tale fallimento qualunque politico dovrebbe fare una seria riflessione sulla propria adeguatezza. Non essendo un partito politico non riteniamo di dover richiedere le dimissioni di qualcuno che potrà autonomamente valutare la propria posizione”. “Ci sentiamo infine di dire – concludono i dirigenti artigiani - che sarà bene, prima di proseguire con la distribuzione dei sogni irrealizzabili e costosi, riprendere un dialogo proficuo con le associazioni d’impresa sulla fattibilità delle politiche, a partire dall'ultimo di questi sogni: la zona franca integrale”. Quindi questo gruppo si prefigge di raccogliere il maggior numero possibile di consensi affinché venga istituita anche le tratte LA MADDALENA.PALAU, S. TERESA DI GALlURA-BONIFACIO , CARLOFORTE-PORTOVESTE E CARLOFORTE-CALASETTA con i traghetti della Saremar, in modo da non essere più penalizzati e per porre un grosso cerotto . VOGLIAMO CHE RITORNINO LE CORSE COME NEL 2006, DOVE A LA MADDALENA INIZIAVANO ALLE 4.30 DI MATTINA primo viaggio per Palau E FINIVANO Alle 00.15, ultima partenza da Palau, PER UN TOTALE DI 28 CORSE AL GIORNO, ANZICHè LE 21 DI ORA . LE 28 CORSE PRIMA CITATE, FACEVANO LAVORARE 4 EQUIPAGGI, ORA SOLO 2 PER UN TOTALE DI 15 ORE AL GIORNO. NELLE ALTRE TRATTE SARDE, DOVE ESISTONO COLLEGAMENTI CON LE ISOLE MINORI, NON è MAI STATO SOPPRESSO NULLA... SOLO A LA MADDALENA C'è STATA UNA VERA E PROPRIA CASTRAZIONE SIA A LIVELLO OCCUPAZIONALE CHE DELLA MOBILITà COLLETTIVA PRIMA AVEVAMO LA CERTEZZA DI NON RIMANERE A TERRA.... ORA PURTROPPO NON è PIù COSì.. Quando saremo in tanti, ma davvero tanti, la Regione ci ascolterà!!
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