FIRMA L'APPELLO PER SALVARE PORTA PORTESE E I SUOI OPERATORI STORICI DELL'USATO
La Rete O.N.U. (Operatori Nazionali dell'Usato) esprime la sua più viva preoccupazione per le continue provocazioni subite dagli Operatori del mercato storico di Porta Portese e condanna fermamente le pratiche sanzionatorie messe in atto domenica 19 giugno da parte del XVI Gruppo della Polizia Municipale di Roma.
L'intervento della forza pubblica nei confronti degli Operatori di Porta Portese, sanzionati con 5000 euro di multa perché sprovvisti di licenza, è un atto sproporzionato e che contraddice fortemente il clima collaborativo mostrato dagli operatori del mercato e dalle forze politiche e sindacali nel corso del tavolo di confronto avviato dall'Assessore alle attività produttive, lavoro e litorale del Comune di Roma Davide Bordoni lo scorso 9 giugno, con l'obbiettivo dichiarato di regolamentare il mercato e rilanciarlo.
La Rete O.N.U. sottolinea che "per far questo, l'ascolto delle istanze che giungono dagli operatori dell'usato di Porta Portese è indispensabile per poter arrivare in tempi rapidi e certi a soluzioni condivise, evitando di snaturare un mercato che ancora oggi rappresenta la quinta attrazione della città per chi si reca a visitare la capitale".
Porta Portese, come tutti i mercati dell'usato, rappresenta non solo un'attrazione per chi attraversa la città con gli occhi curiosi del turista, ma è parte viva della nostra identità cultuale e sociale e come tale va tutelato con politiche ambientali, culturali, sociali e anche fiscali adeguate.
Invitiamo tutte le realtà e le persone sensibili al valore sociale, culturale, economico e ambientale rappresentato dal settore dell'usato a sottoscrivere il presente testo e le istanze dell'Associazione degli Operatori di Porta Portese.
www.reteonu.it
info.reteonu@gmail.com
Tel e Fax 06/97840466 (dal lun. al ven. dalle 10 alle 17) oppure 3471217942
FIRMA E SOSTIENI PORTA PORTESE
L’Associazione degli Operatori di Porta Portese chiede la tua firma per sostenere le proprie ragioni nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Noi sosteniamo che:
-Porta Portese è il mercato storico della città di Roma, e va pertanto tutelato come tale, in quanto istituzione cittadina iscritta nell’immaginario popolare.
-Porta Portese è un mercato orientato prevalentemente al riuso, il che significa che va difeso come tale e che può contemplare al suo interno anche una percentuale minoritaria di operatori legati a prodotti nuovi, comunque non più di un terzo del totale, al fine di non snaturare la vocazione e il profilo pubblico di Porta Portese, quello del mercato delle pulci.
-Porta Portese è un mercato che va necessariamente regolarizzato e riqualificato, in pieno accordo tra i soggetti interessati, in armonia con le esigenze degli operatori storici, senza che nessuno dei soggetti veda mancare la propria fonte di reddito.
-Porta Portese, al pari degli altri Mercati Storici delle cittá italiane, deve essere riconosciuto dal Ministero della Cultura come parte integrante del Patrimonio Culturale italiano, e pertanto deve essere tutelato e protetto al pari del resto del Patrimonio. La sua intoccabilitá non deve comportare fossilizzazione ma piuttosto salvaguardia dei tratti identitari storici: difesa dall’invasione del nuovo dozzinale, dalle minacce di sgombero, dagli arbitrii polizieschi e da tutte le dinamiche che incentivano l’espulsione dai mercati degli operatori storici.
L’Associazione chiede pertanto alla Pubblica Amministrazione:
Che si individui un nuovo plateatico del mercato atto a contemperare la domanda degli operatori con le esigenze di alleggerimento della pressione del mercato da parte degli abitanti della zona.
Che si individui nell’usato e nell’antiquariato il settore da privilegiare per la rinascita del mercato, in ottemperanza della Legge n.13 del 27 febbraio 2009, Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente, Art. 7-sexies, “Valorizzazione a fini ecologici del mercato dell'usato”, e della più ampia normativa europea che riconosce l’interesse pubblico delle attività legate al riuso.
Che in attesa di strumenti normativi che riconoscano e vincolino l’esercizio delle attività orientate al riuso, l’area individuata a tale scopo sia concessa a un soggetto associativo senza il rilascio di nuove licenze, che comunque, stante i principi di liberalizzazione vigenti, non vincolerebbero gli intestatari all’esercizio della sola attività di riuso.
Che tale concessione abbia carattere transitorio, e funzioni da stimolo all’emersione di attività votate al riuso, allo stato largamente sommerse, e abbia la funzione di accogliere le istanze di riconoscimento dell’attività degli operatori storici, frequentatori abituali del mercato, come contenute nella delibera 124 del 2000.