Screening gratuito ai tarantini per prevenzione cancro ai polmoni

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Dal 2010 circola su diversi mezzi di comunicazione un'importante passo nella previsione delle neoplasie polmonari. Tra i vari articoli spicca il seguente del Daily Wired ed il successivo video delle iene (link al video termine dell'articolo) “Cancro e Tac a spirale, salvi 7 pazienti su 10 Grande conquista nella lotta contro il Big Killer. A dimostrarlo lo studio Cosmos diretto da Umberto Veronesi: dieci anni di sperimentazioni su 6.200 fumatori forti. La Tac a spirale ai polmoni è un metodo efficace per diagnosticare il cancro: salva 7 pazienti su 10. L’incredibile risultato è stato annunciato ieri da Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) e artefice di quella che lui stesso ha definito “ una svolta epocale”. E intanto proprio oggi sono stati pubblicati su Lancet i dati di una ricerca globale: l'1 per cento delle morti nel mondo è dovuto al fumo. Lo studio Cosmos condotto da Veronesi e dal suo staff per dieci anni su 6.200 fumatori forti over 50 (un pacchetto al giorno per 20 anni) ed ex fumatori che avevano smesso da almeno 10 anni, si è dimostrato un aiuto efficace nella lotta contro uno dei tumori più difficili da diagnosticare. Finora la sopravvivenza al cancro ai polmoni era del 15 per cento, mentre con la Tac a spirale utilizzata da Veronesi si arriva al 50 per cento. La nuova tecnica è in grado di individuare carcinomi al polmone di piccole dimensioni, fino a 0,6 millimetri, permettendo di agire in tempo per rimuoverli chirurgicamente. Ma Veronesi non si ferma. L’obiettivo ora è arrivare a fare lo screening su 20mila pazienti nonostante “le spese da affrontare sono molto alte – tra 200 e 250 euro a Tac - e l’esame non è coperto dal servizio sanitario nazionale”, conclude Veronesi” Link al servizio de “Le Iene”: http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/213134/golia-analisi-salvavita.html Da qui l'idea di sottoscrivere una petizione on-line per consentire ai residenti della città di Taranto (e successivamente ai residenti dell'intera provincia) di sottoporsi ad uno screening gratuito (o a costo ridotto – oggi costa anche più di 200 euro) e periodico con lo strumento della tac a spirale. E' ormai noto, infatti, che tutti i residenti (anche non fumatori) sono da considerare alla stregua di fumatori abituali, così come leggerete nell'articolo che segue che riporta i dati di Peacelink, Associazioe Italiana Leucemie e Comitato per Taranto. A tal proposito vi segnalo anche l'articolo tratto da www.inviatospeciale.com “Succede a Taranto. In una città della Puglia i bambini fumano senza saperlo: succede a Taranto, dove un bambino che vive a ridosso dell’area industriale, inala in media 2,14 sigarette al giorno, cioè 780 all’anno. Un abitante di Taranto, anche se vive in periferia e non fuma, inala 1,2 sigarette al giorno in una giornata senza vento, 2,3 sigarette al giorno se spira vento proveniente dalla zona industriale. E un operaio della cokeria dell’Ilva, in un turno di otto ore (dati riferiti comunque al 2000), può inalare, a seconda delle mansioni svolte, da 305 a 7.278 sigarette. Sono i dati diffusi in uno studio dall’associazione ambientalista Peacelink, dall’Associazione italiana contro le leucemie (Ail) di Taranto e dal ‘Comitato per Taranto’. L’elemento di riferimento per lo studio, è il benzo(a)pirene, il componente più cancerogeno degli Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) presente nelle sigarette. Le cifre sono frutto dell’incrocio di dati dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) Puglia, dell’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro (Ispesl) e del direttore del Servizio di chimica ambientale dell’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova, Federico Valerio. Lo studio punta a far emergere il livello dell’inquinamento a Taranto. Anche in una giornata priva di vento, un abitante di Taranto comunque inala 1,2 sigarette al giorno, mentre da alcuni studi Ispesl rimasti riservati sino a due mesi fa, quando sono stati pubblicati dall’Arpa Puglia, è emerso che per i bambini del quartiere Tamburi di Taranto il 4 marzo 2004 è stata una delle giornate più nere, perché hanno inalato benzo(a)pirene equivalente a 128 sigarette. Colpa di un micidiale vento spirato dalla zona industriale che ha sferzato il quartiere. Del resto, si sottolinea, nel suo III Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, datato 18 gennaio 2007, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra, ex Apat) ha scritto che il 93 per cento dell’inquinamento da Pm10 (polveri sottili) a Taranto è di origine industriale. Inoltre, sulla base dei dati di stima forniti dall’Ilva al ministero dell’Ambiente per il 2006 – si aggiunge – il 95,8 per cento degli Ipa inventariati nel registro Ines (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti) appartengono all’Ilva di Taranto. “Se a ciò associamo il fatto – conclude lo studio – che il 92 per cento della diossina industriale inventariata nel registro Ines 2006 è statisticamente associata all’Ilva di Taranto, il quadro è preoccupante”. Per le soluzioni ambientalisti e Ail indicano due strade: il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per intervenire sugli Ipa di origine industriale, e i poteri del sindaco quale massima autorità sanitaria del territorio.” Tutto questo in attesa di una riqualificazione dell'intera area industriale...
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