SULLA DIGNITA’ DEI DEFUNTI E SUL DECORO DEI LUOGHI CHE LI ACCOLGONO

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Al Prefetto, al Presidente della Provincia, al Sindaco, alla V circoscrizione, al Ministero della Sanità/Regione Sicilia, alle Direzioni dei Cimiteri cittadini, all’Istituto di Bioetica, al Comitato Scienza e Vita, alla Direzione dell’Asp, ai Dirigenti delle Cliniche pubbliche e private, al Tribunale dei Diritti del Malato, ai Responsabili delle Comunità religiose, ai Cappellani, alle Confraternite, alle Case di Riposo. Un ampio gruppo di cittadini richiama l’attenzione dell’opinione pubblica e delle autorità preposte sui delicati problemi legati alla dignità del morire, ed ai passaggi successivi alla morte, con particolare riferimento alle condizioni delle strutture, al transito dai reparti ospedalieri alle camere mortuarie ed alla situazione del cosiddetto “deposito” e dei cimiteri. Troppo frequentemente i criteri più elementari di rispetto e di dignità vengono violati nei delicati passaggi che precedono la sepoltura. Si rileva che spesso, in caso di decesso, i corpi degli ammalati, dopo essere stati dignitosamente composti nei reparti, giungono nelle camere mortuarie in condizioni pietose, legati/insaccati in lenzuoli sgualciti, identificati con dei fogli di carta attaccati sul petto con un pezzo di nastro adesivo. Le astanterie in cui vengono collocati i corpi in barella, su vecchi e squallidi carrelli, non hanno nulla che ricordi il decoro della persona umana. Si rileva lo stato di cronico degrado dei cimiteri, dove lapidi rotte, loculi aperti, erbacce, muri crollanti fanno da padroni in uno dei più famosi cimiteri monumentali d’Europa, oggetto di continua depredazione. Da circa un anno al Cimitero centrale si registra la mancanza di un cappellano che accolga i parenti e li sostenga nel momento dell’ultimo addio al loro caro. Per non dire dell’esperienza agghiacciante del cosiddetto “deposito”, il cui nome stesso è improprio in quanto può indurre alla considerazione dei corpi alla stregua di materiale, struttura fatiscente e maleodorante che non avrebbe motivo di esistere se si provvedesse in modo ben coordinato alle operazioni di esumazione, costruzione di nuovi loculi, individuazione di forme alternative di sepoltura, costruzione del crematorio etc. Tale luogo dovrebbe comunque avere ben altra dignità e non essere una distesa di bare dall’odore nauseabondo, ove si permane obbligatoriamente secondo i misteriosi e lunghissimi tempi di smaltimento, e in cui la permanenza risulta obbligatoria anche quando chi muore ha già un loculo assegnato, i cui costi elevatissimi risultano ormai scandalosi e proibitivi per il cittadino medio. Si segnalano situazioni di grande incuria presso il cimitero di Pace, dove non solo il dominio delle erbacce è totale, specie nella parte bassa, ma i percorsi di passaggio da una parte all’altra risultano assai impervi ed accidentati, per una mancata razionalizzazione degli stessi e la presenza di molte barriere architettoniche. Le operazioni di esumazione non dovrebbero compiersi durante gli orari di apertura e sotto gli occhi dei visitatori, con tanto di vecchie bare e cassettine nell’antica cappellina ridotta anch’essa a “deposito”, ma svolgersi con la riservatezza che si addice al rispetto dei vivi e dei defunti. Numerose mamme, che hanno vissuto la triste esperienza della perdita di un figlioletto, si trovano spesso a doversi turnare per poter sostare dinanzi alle tombe dei loro figlioli in una zona che via via si va restringendo, cui si accede da un alto gradino arduo da superare specie agli anziani, zona che è stata adibita anche a loculi-ossario. Ci si chiede se una diversa organizzazione non potrebbe salvaguardare in modo privilegiato la zona di questi piccoli la cui morte ha costituito già una ferita troppo grave per i propri cari, provvedendo anche alla rimozione di ogni barriera architettonica per consentire la visita ai cimiteri anche a disabili e anziani. Le risorse probabilmente ci sono ma forse non sono ben coordinate ed alla fine ciò inficia il valore che si vorrebbe perseguire: il rispetto della dignità della persona umana e il decoro dei luoghi che l’accolgono. Che né noi né i nostri cari dobbiamo più fare la triste fine di essere trattati da numeri, da oggetti o da spazzatura, quando l’esistenza stessa di questi assai costosi rituali in realtà dovrebbe testimoniare il perpetuarsi del nome e della memoria, la sacralità delle spoglie, la venerazione ed il culto che ad esse si tributa. Anche senza entrare nel merito del dibattito ancora in corso sul testamento biologico, si rileva che qualunque disposizione o desiderio possa essere dato da parte della persona e/o della legge, risulta a priori inficiato da questi gravi problemi che costituiscono uno scandalo per chiunque abbia a cuore il rispetto della dignità dei vivi e dei defunti. Chiediamo: • la massima cura nelle operazioni di igiene, composizione, trasporto e collocazione anche temporanea delle salme; • la presenza, in ciascuno dei luoghi ove è possibile il transito delle salme, di materiale apposito idoneo alla loro dignitosa copertura (lenzuola pulite e stirate! Non un unico cuscino che passa sotto centinaia di teste); • la ristrutturazione, ripitturazione ed il rinnovo degli arredi delle camere mortuarie dei nosocomi cittadini e la loro costante verifica in termini di igiene e di decoro; • l’identificazione delle salme con mezzi più dignitosi di un foglio di carta e di un pezzo di scotch (fotocopia di un documento? Braccialetto di carta? piastrina col nome?); • un’azione operativa congiunta per la sistemazione e manutenzione dei cimiteri cittadini e dei relativi spazi verdi, con l’eliminazione delle barriere architettoniche e la facilitazione dei percorsi soprattutto per anziani e disabili; • la razionalizzazione degli spazi con la salvaguardia delle zone dei bambini e di coloro che non hanno nessuno, nonché delle zone storiche e monumentali; • il conferimento di una maggiore dignità ai depositi ed un’azione che conduca gradualmente alla loro eliminazione, mediante l’individuazione di forme più semplici e rapide di sepoltura e di un maggiore coordinamento delle operazioni; • il compimento delle opere di esumazione al di fuori degli orari di visita dei cimiteri. Messina, 22 novembre 2011
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Istituzioni civili ospedaliere e assistenziali, autorità religiose, cappellani, polizia mortuaria
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