I Giovani Democratici dell’Unione Regionale dell'Umbria chiedono:
A) La collaborazione delle istituzioni regionali, provinciali, locali e alle associazioni sindacali alla creazione di una conferenza annuale rivolta ai datori di lavoro, ai dipendenti e alle parti interessate sul perché sussiste un divario salariale tra donne e uomini e su come sia possibile ridurlo. E se questo non fosse possibile crediamo che siano comunque necessari strumenti di formazioni per le aziende e scambi di buone pratiche che mostrino le ricadute positive della parità di genere per le imprese; e metodi per riequilibrare il divario retributivo nelle aziende e per valorizzare il ruolo delle donne, delle madri e delle giovani.
B) La collaborazione della Presidente Catiuscia Marini, di tutti i consiglieri regionali e della Giunta Regionale tutta, in particolar modo all'assessore all'Istruzione e Welfare Carla Casciari per riproporre in consiglio regionale il disegno di legge regionale contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dalla identità di genere che già nell’ottobre del 2007 è stato deliberato dal consiglio comunale di Perugia sotto l’allora sindaco Renato Locchi. Crediamo fortemente che una legge contro l’omofobia possa segnare un significativo passo in avanti: far coesistere accanto alla cultura politica del collettivo una seria attenzione all’individuo e trovare così un equilibrio tra l’uguaglianza del collettivo con la libertà ed il rispetto delle differenze individuali. Oggi, infatti, la piena realizzazione di sé e dei propri desideri, la costruzione della propria identità secondo percorsi individuali non costituiscono più un problema solo privato, ma investono anche la sfera pubblica.
C) Che si cerchi di dare risposte anche a questi giovani che per legge non possiamo chiamare concittadini ma che con il cuore lo sono a tutti gli effetti. Nell’attesa che la complessa situazione sulla cittadinanza venga discussa e faccia dei passi avanti ci teniamo quindi a rinnovare la nostra disponibilità al movimento “L‘Italia sono anche io“ per sensibilizzare la popolazione umbra su questa tematica. Inoltre siamo pronti a collaborare con tutte quelle realtà che desiderino creare degli spazi di discussione ma anche di arricchimento culturale e divertimento per coinvolgere i “nuovi” italiani presenti nel nostro territorio. Perché l’integrazione, soprattutto per i giovani, passa anche attraverso canali quale lo sport, la musica, il teatro e l’attività ricreativa. Dobbiamo capire che non c’è democrazia se non ci sono pari opportunità e che non ci sono pari opportunità se non si considera la cittadinanza delle seconde generazioni come un elemento di innovazione per l’Italia.