Uniti agli insegnanti meridionali: basta errori ed ingiustizie
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Proteste e manifestazioni questa volta vedono come protagonisti i professori e gli insegnanti delle scuole medie e primarie del capoluogo campano.
Sono scesi in piazza per rivendicare i loro diritti, e pretendere risposte dal Governo.
Errori, quelli commessi dal Ministero dell'Istruzione, che obbligheranno molti educatori a spostarsi dal Sud al Nord Italia, lontano da casa.
Ciò che fa scalpore è che, nonostante i punteggi elevati, diversi docenti non siano stati agevolati nell'assegnazione delle cattedre, ma di fatto "spediti" in giro per l'Italia ignorando la graduatoria.
Un'insegnante si sfoga: "(...) Ho 23 anni di docenza alle spalle, e all'età di 53 anni Renzi mi ha fatto trasferire prima ad Alessandria e poi in Emilia Romagna nonostante abbia un punteggio in graduatoria di 84, che è molto alto".
I professori con un punteggio minore hanno scavalcato i colleghi posizionati in modo migliore, sfruttando dei vantaggi che non gli spetterebbero.
I sindacati affermano: "E' ormai evidente che il programma ministeriale che gestisce la mobilità in queste fasi non rispetta il punteggio, come prevede il contratto e abbiamo rilevato parecchi errori".
Gli insegnanti sono naturalmente arrabbiati e disorientati da questa situazione che vede coinvolta anche la scuola secondaria di primo grado.
Pretendiamo che il Miur ritiri i movimenti per verificare che siano corretti e che sia fatta giustizia per gli insegnanti.
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